147 in libreria un libro di certo vescovo regalatogli dal Cardinal Passionei de modo bene moriendi, e fattosene leggere certo capitolo, ricercò carta e calamaio e fece scrivere alcune cose dettandole al dottor Calza, ma con debolezza e confusione tale di testa che non potè continuare, e quanto dettò fu senza ordine e metodo, e nulla concludente. Area in mente di beneficare i suoi servi, e le sue ultime parole furono Povera servitù. I suoi vaniloqui nel-1’ ardenza della febbre non si aggiravano che su materie politiche, sul governo, sulle cose trattate e da trattarsi nei Consigli ; lasciò molti debiti, dicesi fino a ducentocinquanta mila ducati, onde i creditori valendosi del diritto di appello agl’ Inquisitori del doge defunto volevano farne marchiar 1’ effigie, e solo dopo quietati che furono dalla vedova Isabella Corner, poterono effettuarsi i solenni funerali d’ uso nel dopo pranzo del 15 aprile. Fu il Fosca-rini di forme prestanti, di maniere soavi e prevenienti, non disgiunte da certa gravità, lepido e facile parlatore, come attestano le sue arringhe improvvisate, largo favoreggiatore ai cultori d’ ogni maniera di studio, avea tenacità di proposito, animo aperto alle impressioni del bello, ma alquanto insofferente delle critiche, era in lui carità della patria ardentissima, e a questa ogni altro affetto sottoponeva (1). Gli fu dato a successore il 19 aprile 1763 Alvise IV Mocenigo già ambasciatore in Francia e a Roma della cui elezione così scriveva un anonimo il 23 aprile. « Martedì seguì 1’ elezione del procurator Mocenigo in doge, fu mandato il segretario Yignola a parteciparla alla Serenissima la quale poi alle 22 accompagnata dalle due nipoti Bernardo e Corner, dalle sorelle, dalla madre, dalle Alvise Mo-eenigo do- (1) T. G-ar, Prefazione nell’ Arch. stor. t. V.