35 st.rarsi più fredda verso la questione italiana che’ pur doveva figurare tra le principali ; 1’ Austria persisteva nel volere il possesso di Mantova : « e v’ è alcuno, scriveva Ruzzini, che vuol aggiungere, come 1’ Inghilterra ami non restringer molto la base alla potenza dell’ imperatore, a ciò possa aver forza d’ opporsi alla Francia, sempre che questa volesse tentar novità (1) ». La cosa, era se non troppo vera ; il 18 agosto il conte d’Efferem, diceva al Ruzzini: «che le risposte della regina miravano a scusarsi colla Francia (la quale ultimamente erasi mostrata molto infervorata nella faccenda) se non eseguiva la guarentigia promessa per l’Italia, mentre gli affari domestici apportavano parecchi ostacoli ; che però lasciava il Cristianissimo in libertà di prender le misure che colla solita sua prudenza e moderatamente trovasse convenienti, avvertendo di non dar fede a rapporti che non fossero ben sicuri, » e con ciò probabilmente tendeva ad accennare alle lagnanze dei principi italiani. E le misure della solita prudenza e moderazione raccomandate dall’ Inghilterra, partorirono 1’ effetto, che anche la Francia si ritirò con belle parole dall’ impegno (2), non trovando a proposito di continuare una gravosa guerra per gl’ interessi e le convenienze di certi principi che, come diceva, non erano stati che semplici spettatori. Laonde era stato già sottoscritto 1’ 11 aprile 1713 il trattato di Utrecht tra la Francia, l’Inghilterra, 1’ Olanda, il Portogallo, la Prussia e la Savoja, cui poi accedette anche la Spagna, rifiutandovisi il solo imperatore, il quale però poco dopo, vedendo le cose sue prendere cattiva piega, si trovò nella necessità di sottoscrivere intanto un im- (1) 5 Maggio 1718. (2) 80 Maggio 1714.