25 esorbitanti ohe gli si volevano imporre, facendo appello al sentimento nazionale del suo popolo, cui mostrava la necessità del difendersi colla energia della disperazione. Ma invano ; una nuova sconfitta a Malplaquet (11 settembre 1709), la perdita di varie piazze, le strettezze del nipote in Ispagna, mossero Luigi ad avanzare nuove proposizioni. Un congresso fu raccolto a Gertruiden-burg (10 marzo 1710), ma l’alterigia de’vincitori, che pi-etendevano perfino dovesse lo stesso re di Francia mandare truppe contro Filippo, rese anche questa volta impossibile ogni accordo. Si volse allora Luigi all’ Inghilterra. Un cambiamento succeduto in quel ministero veniva a favorire il suo divisamento. Era cessata 1’ influenza del duca di Marlbo-rough e de’ suoi amici politici, che solo volevano la guerra, caddero i tchigs, si formò un ministero tory, che protestava contro la prolungazione d’ uno stato di cose che ridondava a solo vantaggio degli alleati, e sul principio del 1711 avviava una pratica di accordo colla Francia. Al che dava maggior impulso la morte avvenuta dell’ imperatore Giuseppe I il 18 aprile di quell’ anno, onde chiamato il fratello Carlo al retaggio de’ suoi paesi austriaci, ed eletto anche alla corona imperiale (12 ottobre), pareva incomportabile cosa e affatto contraria al primo movente di tanta guerra, che unir si lasciassero sopra un solo capo tante corone. Il disgusto, che dal procedere dell’ Inghilterra derivò nell’Austria e nell’ Olanda, finora sue alleate, diede vieppiù la spinta alle trattative. Il Marlborough, che metteva tutto in opera per attraversarle, fu richiamato dal comando (1. gennaio 1712), il principe Eugenio recatosi in persona a Londra ebbe onorevolissima accoglienza, ma i suoi sforzi per mantenere la regina nella lega torna- Vor,. Vili. 4