‘261 sta dai capi della Quarantia, contraria l’estensione dei poteri conceduta ai Correttori, correttori non già, come per lo passato, eletti sopra un dato argomento, sulle leggi, sui capitolari, sul palazzo, sui reggimenti, ma correttori in genere (1), correttori essere voce generalissima e pericolosa, non vedersi ove possano andar a finire, a quanto si possano estendere. Questa parola di correttori così presa in genere, essere di onta e vergogna alla Repubblica, minacciare i quattordici secoli di sua esistenza, dar vasto campo alla vanità, all’ interesse, all’ ambizione. La proposizione dei tre Capi lasciar libero ai correttori di giudicare ciò che spetta al Maggior Consiglio, ciò che al Senato : (2) « questa generalità che li rende interpreti delle nostre leggi in mezzo alle nostre divisioni, lascia loro una libertà che potrebbe essere fatale al Maggior Consiglio. Chi di YY. EE. non sarebbe oggi sospettoso, ove si tratti di deliberazione non solo che decide dei viveri, del costume, del lusso, del ministero, (3) ma che minaccia la totale alterazione della costituzione organica della Repubblica ? Questo non è senza esteso pericolo. Si vuol tirare il Maggior Consiglio, strascinarlo a giovare e a servire alle proprie passioni ; si ha cambiato già la parola viveri in generi, il quale tutto abbraccia, il commercio, le dogane, le fabbriche, la terraferma, lo Stato. E si vorrà far tutto rovesciando il sistema della Repubblica, o non si potrà far niente. Meglio sia, e questo intendiamo, proporre un modello un poco alla volta, andarlo, per- (1) Difatti la proposizione dei Capi di XL diceva : « L'andarà parte : che de presenti con le forme e metodi soliti sia fatta elezione di cinque onorevoli nobili nostri di virtù e di sperienza col titolo di Correttori ecc. » senz’ altro, benché poi venissero loro indicate e limitate le commissioni. (2) Il seguito dell’orazione qui riferita, fu qu^ e colà un po’ compendiato. (3) Gl’ impiegati subalterni.