436 Quattro piazze della Barriera, com’ è noto, acquistò la Francia in brevissimo spazio ; e posso dire all’ Ecc.nao Senato di aver osservata più volte la Regina turbata dalla lentezza degli Olandesi per la ragionevole probabilità di perdere anche le rimanenti, dando modo alle armi francesi di stendersi estremamente nelle Fiandre, e di divenire oggetto di maggiore gelosia a quei Principi, la sussistenza e sicurezza dei quali dipende spezialmente dall’equilibrio di Europa. Manifestava la Maestà Sua il dispiacimento-universalmente, e lo disse a me pure, che questo era un scostarsi affatto dal proprio dovere, assunto con il trattato di Barriera fra 1’ Imperatore Carlo 6.° di Lei Padre, e quella Repubblica : cioè di mantenere presidiate con tanto numero di milizia, e di ogni altro attrezzo neressario le Piazze consegnatele, per il qual impegno Casa d’ Austria ogn’anno esborsa o rilascia alli Stati generali somme non indilFerenti ; e volse esprimersi Sua Maestà meco, seguitando il discorso, che nelle due Piazze d’ Ipri e di Furnes, non vi era la quinta parte, nè della gente, nè delle munizioni capitolate. Nel frattempo giunse il Prencipe Carlo al Reno, dove aveva il fiore delle forze austriache, perchè certamente superiore al numero di 104/m, soldati, gente eletta, ed agguerrita. A precisa battaglia mai s’incontrò co’ Francesi, benché uniti questi agli Imperiali, non vi fosse notabile disparità fra li due eserciti. Ebbe egli in mente di effettuare ciò che sapeva pensato, e lasciò scritto il fu maresciallo Kevveuiller, come significai a VV. EE., e forse maggiormente le premeva di passare il Reno con 1’ armata per condurla in Lorena, per la quale conserva amore e passione di non vederla posseduta dalla propria famiglia. Ma sanno a VV. EE. quante fortissime piazze, e quasi inespugnabili, che esistono da quella parte. Conobbe il Prencipe, che avendo solamente un esercito benché grande in campagna senza fortezze che diffendan le spalle, e più ancora senza grossa artiglieria per formare assedj, in stagione tardissima, era troppo arrischiato il passo, e dovè contentarsi di mantenere per due mesi circa le truppe in paese nemico, facendo solo qualche mozione verso i monti, et incontrando scara-muccie non rimarcabili. Andava io sentendo in Vienna caute, ma universali lamentazioni, perchè si tenesse il miglior nerbo delle forze cosi lontano, ed inoperoso ; quando il fatto avvenne che il Re di Prussia con poderosissima armata di sopra 80/m. combattenti incominciò a marchiare in modo che tanto poteva dirigersi in Boe-