40 SULLE COSTE DELLA DALMAZIA anche a quelli che, vincendo la ritrosia che ab- biamo uu po’ tutti ad uscire di casa nostra, si decidono a fare qualche viaggio che esca un po’ dai consueti itinerari. A Fiume, come a Zara, a Spalato, a Cattaro dove tutti parlano la nostra lingua, dove, sebbene compresso or dall’ una or dall’ altra razza dell’ Im- pero, è sempre così vivo il sentimento dell’ italia- nità, tutti deplorano con un sentimento di melan- conica tristezza che mentre a frotte tedeschi, inglesi e francesi visitano i loro paesi, non vi compaia che assai raramente qualche italiano, al- l’infuori dei comici di qualche compagnia di second’ ordine, che del resto per il solo fatto di es- sere italiani e di rappresentare i lavori della no- stra letteratura drammatica, trovano sempre le più liete accoglienze anche quando gli assassinano malamente. Mentre gli inglesi e tedeschi con quella esat- tezza e coscienziosità che portano nei loro studi, e anche i francesi, sebbene con leggerezza, hanno illustrato questi paesi, dove per l’artista, lo sto- rico, d’archeologo v’ è uu così vasto campo di studi, nessun italiano, eh’ io mi sappia, ha scritto un’opera di qualche valore su questi paesi. Per- sino il palazzo di Diocleziano a Spalato, che dal punto di vista archeologico è una delle cose più interessanti che esistano, e come tale rivale«-- ' o