‘249 scirono alla notevole maggioranza di cinquecentoqua-rantacinque favorevoli all’ eccitamento, o come ora diremmo, olla mozione. I consiglieri, i tre capi della Quarantia, cominciarono adunque ad ¡studiar 1’ argomento, ma mancando loro le nozioni fondamentali, domandarono la nomina di una giunta formata di due Consiglieri, un capo di Quarantia, due Savi di Consiglio e due di Terraferma. Non fu dal Senato accettata la proposta, incaricando invece i magistrati ordinarli a provedere ciascuno per la propria specialità, cosa che andando per lo lungo, e minacciando di ridursi a niente, diede motivo al Contarmi il ‘2 gennaio 1780 di insistere con nuova arringa nel Maggior Consiglio perchè il suo eccitamento approvato dallo stesso non riuscisse infruttuoso, nel che andò tant’ oltre a mettere quasi in istato di accusa la Serenissima Signoria (1). La difese Giovanni Bragadin, allegando a sua discolpa la quantità delle faccende e le operazioni già fatte o incamminate ; ma vedendo 1’ insistenza della contraria parte, fu uopo alla Signoria presentarsi il 17 gennaio colla proposizione, che essendo già le materie del costume, del lusso e dei viveri affidate ad appositi magistrati, si avesse senza altro ad eccitar questi, e principalmente il Consiglio dei Dieci e il Senato, a dedicarsi con ogni impegno alle opportune provvidenze, affinchè quegli oggetti importantissimi venissero regolati secondo esigevano gli attuali bisogni. Sottoposta a’ voti del Maggior Consiglio, restò pendente ; e il Contarmi in quel dì ammalato, non potendo prendere come avrebbe voluto ad impugnarla, sali in suo luogo sulla bigoncia Giorgio Pisani, che caldo sentiva (1) Erano allora i sei consiglieri : Gio. Ascanio Molin, Angelo Boldù, Federico Foscari, Gio. Bragadin, Francesco Falier, Alvise Morosini. I tre capi dei XL : Pietro Benzon, Marco Balbi, Carlo Zen. Vol. Vili. 32