Sauro 385 ogni immaginazione, con una pacata, irresistibile fierezza che dava autorità ad ogni sua decisione, senza invelenire le questioni, è riuscito ad occupare gradatamente e rapidamente il porto, i forti, le navi, le isole, tutto cioè cui l’armistizio dà diritto all’Italia ». E ciò — osservava l’on. Fe-derzoni in un articolo sul Gazzettino di Pola — senza avere l’aria di opprimere una delle nazionalità liberate dal dominio austriaco. La beffa della cessione della flotta tentata ai nostri danni era totalmente mancata per merito suo. Il 21 novembre aveva ricevuto un telegramma dal Consiglio Nazionale di Fiume: «Nell’ora sacra della redenzione, mentre l’anima italiana di Fiume esulta libera e festante, vada il suo saluto a voi Eccellenza che foste e siete l’assertore pili fervido del suo diritto ». Quando Rainer fu sostituito dall’ammiraglio Ruggiero e i generali Grazioli e Di San Marzano furono entrati in città con le truppe italiane, Cagni andò per constatare personalmente la situazione. Era lo stesso giorno in cui l’ammiraglio Koch si ritirava definitivamente da Pola a Zagabria. Questa partenza fu piena di sottintesi nelle parole, nei gesti e nei silenzi del partente e degli ufficiali francesi presenti. Assistevano per Cagni Alessandro e Costanzo Ciano. Pare che al treno fossero agganciati alcuni vagoni carichi di una specie di bottino che Koch voleva portarsi via; ma era bottino troppo prezioso, e perciò al muoversi della locomotiva i vagoni col carico rimasero misteriosamente fermi sul binario. Lo scambio degli ultimi saluti era stato formalmente corretto; solo all’ultimo momento volarono espressioni rivelatrici: Koch, rivolto al comandante del “Condorcet”, Thomine, gli disse: « Spero, signor comandante, di rivederla presto a Pola » e, mettendosi sull’attenti, in posizione di saluto, gridò: «Viva la Francia! ». Incominciava il connubio ai nostri danni. Era il 28 novembre 1918. Intanto Cagni era a Fiume presso il palazzo del Governo dove venne a cercarlo una commissione di cittadini insistendo perché si recasse in Municipio. Aderì senza immaginare l’accoglienza che gli fu fatta e lo spettacolo cui assistette profondamente emozionato. « Ebbi la più intensa commozione d’italiano. Mille e mille persone mi circon- 25-