287 le pretensioni degli Stati generali gli erano sembrate stranissime, e non rifiniva di stupirsi che fossero sostenute con tanta veemenza e condotte agli estremi, soggiungendo che non basterebbero i milioni se i sovrani condiscendessero a pagare i debiti de’ loro ministri, come d’ altra parte egli stesso si troverebbe esposto continuamente, so dovesse esser chiamato mallevadore per l’ abuso, che potesse venir fatto delle lettere commendatizie, che non gli era possibile esimersi di concedere ad ogni momento (1). Ma, gli Stati di Olanda, continuando nel già intrapreso cammino, il 1.° marzo 1785 veniva presentata all’ assemblea la deliberazione di rompere le conferenze col residente veneto, di ordinare l’arresto dei bastimenti veneti nei porti olandesi, di avvisarne il comandante della squadra nel Mediterraneo, non perchè si mettesse in corso contro i legni della Repubblica, ma stesse sulle guardie (2). E disponendosi dal cauto suo la Repubblica a fare altrettanto, consigliavala il sig. di Yergennes a guardarsi bene dall’ essere la prima ad usare qualche atto di ostilità che potesse compromettere la pace di Europa, mentre nessuno le darebbe biasimo di rispondere con rappresaglie, ed i suoi armamenti basterebbero ad incutere rispetto agli Olandesi. Così andava in lungo la cosa, e 1’ Olanda intanto minacciata d’ una guerra dall’ imperatore Giuseppe II, e travagliata dalle intestine discordie promosse dall’ ambizione dello Statolder Guglielmo d’Oran-ges, lasciò di pensare alla controversia con Venezia. Il signor di Vergennes (3) dal canto suo consigliava l’am- (1) Tutti questi particolari sono narrati assai imperfettamente dagli altri storici. (2) Dispacci di Francia. (3) 23 Genn. 1785/6.