301 o per la scarsezza del censo o per qualità personali, onde pareva invece in maggior numero concorressero i voti in favore del cav. Girolamo Ascanio Giustinian e del N. U. Pietro Zen. Ma il primo preferiva condur vita privata, 1’ altro era avversato del proprio fratello Marco che, reputando quella dignità inopportuna alla prosperità della famiglia, favoriva invece altro competitore nel suo cognato Sebastiano Mocenigo. Allora podestà a Verona, era il Mocenigo invero personaggio eminente per lo splendore e le ricchezze della sua casa, non ispoglio di meriti personali, generoso, magnifico, ma bruttato d’ ignominiosa taccia quanto a’ suoi costumi, tanto che Maria Teresa a-veane domandato 1’ allontanamento dalla sua corte, ove risedeva in qualità d’ ambasciatore. Assoggettato perciò anche a pubblico castigo, ognuno iacea meraviglia come osasse proporsi alla prima dignità dello Stato, nè mancarono sul conto suo le satire e le pasquinate (1). Si scossero a tanto scandalo gl’ Inquisitori, e volendo ripristinare 1’ antico ordine e togliere gli enormi abusi che si erano introdotti nelle elezioni (2), fecero di nuovo pubblicare solennemente in Maggior Consiglio le leggi vigenti contro il broglio, dispersero le combriccole e gli aduna-menti del popolo, di conformità alla legge 21 luglio 1780, procurarono per quanto da loro, che 1’ elezione si facesse regolarmente e senza corruzione. Riuscì finalmente 1’ elezione il 9 marzo 1789 nella Lo'10''.'«1 Mamn persona di Lodovico Manin in età di 66 anni, chiamato ad essere il CXX, ed ultimo doge, spettatore e partecipe della perdita dell’ indipendenza della sua patria. Nella terribile inondazione dell’Adige del 1757 avea dati saggi di (1) H)id. (2) Vedi questa storia t. VI, pag. 189.