367 fitto del dieci per cento all’ erario, e dipendevano da apposito magistrato, ed in alcuni casi dal Consigli de’ Dieci. La zecca fruttava oltre che 1’ utilità ordinaria sulle monete coniate per conto pubblico, quella altresì che derivava dalle altre, e specialmente dai zecchini che i particolari facevano coniare per conto proprio. In essa si custodivano i Monti pubblici di prestito nazionale. Imperciocché fino dal 1172, nei bisogni in cui allora versava lo Stato per la guerra contro 1’ imperatore greco Emanuele, si erano chiamati i cittadini ad un prestito generale che fu detto poi di Monte vecchio, preseduto da tre ufficiali alla Camera degl’ imprestiti. Le successive guerre contro i Genovesi, i Carraresi, gli Scaligeri e i Visconti aggravarono di censi questo Monte per modo che fu uopo erigerne un altro, detto il Monte nuovo, al quale, intorno al secolo decimosesto, fu aggiunto il Novissimo. Soggetti ad alternanti vicende e alle oscillazioni del credito pubblico si mantennero però sempre in estimazione pei privilegi di cui godevano, come di andare esenti i loro interessi dalle imposte sulle rendite e dal sequestro, meno i casi di morte o fallimento, ma sempre con decreto speciale del magistrato. Mercè le provide cure poste dal Governo anche negli ultimi tempi a diminuire con regolari annui pagamenti il debito pubblico, questo dai cinquantaquattro milioni era stato ridotto nel 1797 a soli quarantaquattro (1), e sarebbesi probabilmente estinto (1) Fu bella istituzione, imitata poi dall’Inghilterra, quella di stabilire un’annua tratta da una fonte straordinaria di rendita, per l’affrancazione del debito pubblico, aggiungendosi a questo fondo annualmente la minorazione del prò che derivava dal debito estinto. Ma le lunghe e costose guerre, lo scernimento del commercio, ed altre cause minorando le pubbliche rendite, rendevano talvolta impossibile la cominciata estinzione, obbligando anzi a ricorrere a nuovi prestiti, alcuni de’ quali venivano assicurati sopra il totale delle pubbliche rendite, altri sopra parziali rami e perciò chiamati