462 Console del mare intere giornate. Si divertiva con lui nello studio, dove i quaderni scolastici del bimbo furono poi trovati nei cassetti della grande scrivania dell’ammiraglio sparsi fra gravi documenti o fermati sotto il peso di preziose decorazioni. I familiari videro allora il nonno appartato col nipotino a divertirlo con le stelle raggianti, le medaglie incise, le croci gemmate ed i nastri multicolori dei più alti ordini cavallereschi d’ogni Paese. Il vecchio disponeva sui tappeti gli aulici distintivi a formare mirabili combinazioni come in un caleidoscopio, o li faceva rotolare sul pavimento perché dietro scorresse il fresco riso del fanciullo. Ecco un bel gioco che non avrebbe potuto acquistargli presso nessun emporio; per procurarselo era occorsa tutta una vita di ardimenti e molti viaggi lontani per il mondo intero: in Norvegia per la commenda di Sant’Olaf, in Cina per l’ordine del Dragone, in Giappone per quello del Sol Levante, in Grecia per l’ordine reale del Salvatore, in Egitto per l’ordine del Nilo, in Turchia per l’ordine di Osmaniè, in Romania per l’ordine di Paolo I, in Francia per la Legion d’Onore. In quelle ultime ore assenti e beate alla spensieratezza del bimbo corrispondeva il fantasticare del nonno: i muti bagliori delle sparse decorazioni gli sollecitavano ricordi di fatti remoti, quasi arcana rassegna di tutte le sue avventure; rivedeva genti e paesi, riviveva le imprese compiute. « Alla fine della vita — scrisse Goethe — nel raccoglimento dello spirito si rivelano pensieri fino allora impensabili; essi sono come genii di beatitudine che si posano radiosi sulle vette del passato ». Ecco appunto che mentre il nonno godeva del piacere del bimbo, Sua Eccellenza il conte Cagni di Bu Meliana, ammiraglio d’armata e ministro di Stato, era tratto al bilancio della propria vita: come in un finale sinfonico il suo pensiero solcava per l’ultima volta gli oceani, risaliva le cime ignote, riviveva reconditi momenti riapparsi all’improvviso nella memoria del vecchio lucidamente dischiusa ai fatti della giovinezza. Prospettiva ariosa e movimentata. Si rivedeva, adolescente, cavalcare al fianco di babbo Manfredo attraverso l’ondulata campagna astigiana, poi, giovane ufficiale gagliardo in arcioni sul picco Pali in faccia all’incantevole distesa di