anno 1493. 167 del suo ingresso in Italia, sarebbesi peritilo ben presto del mal aniruo suo e del dispiacere, che sentivano per la sua conquista del regno di Napoli. Nel che voleva egli far allusione particolarmente alla repubblica di Venezia. Perciò diedesi a trattare con asprezza gli ambasciatori veneziani Antonio Loredano e Domenico Trevisano, cui avevagli spediti il senato sino dal principio della guerra, per corteggiarlo e per accompagnarlo onorevolmente e pomposamente nel viaggio. CAPO XIX. Lega tra i principi italiani contro il re di Francia. Era corso in tutta questa serie di avvenimenti l’anno 1494 ed era già di varii mesi inoltralo anche il 1495: e la gelosia dei principi d’ Italia sempre più si accendeva in vista della prosperità smisurata del francese conquistatore. Lodovico Sforza, il quale con impegno sì grande lo aveva tratto in Italia, nella speranza e di rassodare le sue usurpazioni nel territorio milanese e di sfogare 1’ odio suo contro il re di Napoli; ora, che lo vedeva vittorioso e terribile a tutta 1’ Italia, incominciò a temerlo per la sicurezza sua propria ed a persuadersi, eh’egli avrebbe potuto conquistare assai più facilmente il ducato di Milano di quello che non si fosse impadronito del regno di Napoli. Perciò, pentito della sua prima risoluzione, ravvolgeva nell’ animo novelli consigli per allontanarlo dalla penisola. Ned era meno grave il sospetto dei veneziani su ciò; massime dopo il èontegno di Carlo verso gli ambasciatori della repubblica e dopo le sue ambigue espressioni e le sue tronche parole, le quali ben lasciavano alla saviezza di quelli lutto il motivo di sospettare, che nuovi progetti ravvolgesse egli nell’animo circa la terraferma d’Italia, ove non aveva posto per anco il suo piede. Del che gli ambasciatori avevano tenuto fedelmente a giorno, e persino delle più minute circostanze, il senato.