Pace ai morti di Lissa 399 litti. Poi da Venezia scrisse ancora a Cagni: « Ricevo — come ti dirà l’ammiraglio Casanova — un “invito” a non parlare in pubblico, specialmente in “ambienti militari”. Venire a Pola e non levare il grido per l’Istria minacciata anch’essa di mutilazione, mi sarebbe troppo duro. Né voglio, con un atto di indisciplina, compromettere la mia azione prossima. Non ti so dire quanto mi dolga non rivederti e non parlarti. A Roma il tuo nome era di continuo nelle nostre bocche e nei nostri cuori, mentre consideravamo quel che fosse da operare. È vero che vai a Roma? Non passerai di qui? Non potrò vederti per un’ora? Non potrò nemmeno venire a Mestre per il tuo passaggio? Ricordo, a proposito di Fiume, la tua promessa che rispondeva alla mia. Che pensi? Io preparo intanto, oggi stesso, un appello. Non credevo che la mia fragile carcassa umana potesse contenere tanto furore senza schiantarsi. Immagino i tuoi occhi grigi pieni di una folgore che non si scarica. Fino a quando? ». Queste lettere rivelano il proposito che maturava nei due amici di rischiare insieme qualche colpo di mano. Prima dell’estate il capitano Host-Venturi si mosse per risolvere la situazione fiumana, in cerca di un uomo di prestigio disposto ad assumersi l’alta responsabilità, e, dopo avere inutilmente interpellato alcuni personaggi, si decise a rivolgersi a Cagni: venuto a Pola trovò l’ammiraglio cosi disposto ad agire anche subito, da essere indotto, quasi per contraccolpo, all’idea di ricorrere a D’Annunzio prima di compromettere Cagni il quale avrebbe ugualmente potuto aiutare l’impresa in tanti modi senza rompere apertamente i vincoli disciplinari. Trovò il poeta alla Casa Rossa con Ida Rubinstein e temette che estetismo e letteratura potessero intralciare l’azione del comandante, ma D’Annunzio gli diede sulla voce dichiarandosi pronto ad agire come da tempo meditava. Infatti si accinse ai preparativi. Il poeta scrisse un appello ai fiumani e una lettera a Cagni, il 14 giugno: «Ti mando il capitano Host-Venturi, col quale ho preso accordi definitivi per quel che tu sai. Tu ne conosci il valore. Perciò non spendo parole per raccomandartelo. Egli ti parlerà delle nostre cose, ti chiederà