338 Sofferenza dell’ammiraglio i coetanei avevano parlato a quel primo nucleo del futuro battaglione “San Marco”. E dopo qualche tempo l’ammiraglio, recatosi al fronte per visitare quei suoi marinai -soldati, che gli ricordavano quelli di Tripoli, ebbe ragione di restarne fiero. La sua iniziativa era stata accolta con molto favore dal Comando Supremo, mentre il Ministero della marina aveva opposte molte difficoltà superate solo dalla tenacia di Cagni. Ma partiti i marinai dell’“Amalfi” egli non potè promuovere altre azioni rilevanti di guerra sul mare causa l’assoluta prudenza impostagli dopo la sciagura. Cominciò quindi per lui una monotona serie di mesi vuoti che mal sopportava. Dopo le torride giornate estive trascorse nel disbrigo del servizio fra le pareti arroventate della “ Pisa”, riceveva visitatori; D’Annunzio era il più assiduo e spesso si tratteneva anche alla mensa conversando a lungo con l’ammiraglio. Cagni scrisse di lui: «L’ho trovato moralmente molto cambiato: diventato una persona piacevolissima anche socialmente parlando, che non si ascolta più come faceva prima quando vi parlava pensando solamente all’effetto di se medesimo. Fisicamente sembra un giovanotto, tanto più vestito da tenentino del “Novara” ». Il 30 luglio il Re venne a bordo e vi si trattenne per due ore, « molto di buon umore in confronto al solito ». Poi Thaon di Revel ed altri personaggi. Talvolta nel pomeriggio l’ammiraglio scendeva alla spiaggia per giocare una partita alle bocce col comandante Poma e col cappellano don Savoia, o per passeggiare lungo il lido con l’aiutante Lombardi. Benché esteriormente sempre sereno, cominciava a soffrire per l’inerzia cui era costretto mentre in qualche ambiente circolavano vociferazioni a lui avverse intorno al tema della perdita dell’ ‘ Amalfi”. « Tu sai — scrisse in quei giorni — che la mia natura nel dolore ha bisogno di chiudersi in sé, in sé sola, come coloro che nel dolore fisico hanno bisogno della solitudine e dell’oscurità ». « In mezzo a questa lotta impari e snervante ho il mio grande dolore di soldato, di marinaio, di cittadino; più che dolore l’ansia dolorante di non trovare la via per quell’efficace, tangibile concorso alla lotta che il paese aspetta dalla Ma-