410 LIBRO XaxVI, OaFO ir. Ne! 1545, rinnovossi la rappresentazione, per le istanze del vescovo e cardinale Marino Grimani ; e similmente fu dal governo finita. Di Le! nuovo nel 156] comparve in campo la questione, a sostegno della quale il vescovo Michele della Torre trasse fuori un breve del pnpa Giulio III, ottenuto dieci anni addietro, e per cui egli veniva dichiaralo solo signore e conte temporale di Ceneda sotto r immediata sovranità di Roma. Ed il popolo nuovamente levato a tumulto, porlo il suo ricorso al senato : ed il Consiglio dei dieci, colla sua autorevole influenza persuase il vescovo a conoscere insussistenti e vane le sue pretensioni. Ma, lui morto, il succedutogli Marcantonio Mocenigo, malgrado le ripetute ammonizioni del papa Sislo V, di astenersi dal dare nuove molestie alla repubblica, non solamente riprodusse il breve di Giulio III, ma assunse altresì il titolo di principe e cominciò ad usarlo nelle pubbliche e nelle privale carte ; anzi di più, fece egli tali leggi, che spogliavano il comune di Ceneda di qualunque autorità sì nell’ e-sercizio del suo economico governo, come nell’ amministrazione politica. À sostegno di queste sue pretensioni il vescovo Mocenigo diceva : — « Che innanzi al secolo X, oltre al dominio spirituale di Ceneda ne avevano i vescovi anche il temporale, concesso loro per grazia e donazione di varii imperatori, tra cui di Ottone I e III, e che lo avevano liberamente esercilato pel corso di più secoli:— Che coll’andare‘dei tempi conoscendosi poco in istato di difendere il paese, ne infeudarono di varie porzioni prima 1’ antica famiglia de’ Porzia, poi nel secolo undecimo i da Camin, i quali perciò assunsero il titolo di conti di Ceneda; — Che da ciò ebbero principio le lunghe discordie e le guerre tra queste due famiglie, ed in fine poi la decadenza della temporale sovranilà dei vescovi; ■— Che per porre un rimedio a sì grave disordine il vescovo Francesco Rampone, nell’anno 1357, s’ era posto sotto la protezione della repubblica di Venezia e ne aveva infeudalo di Serravalle, di Valmareno, di Forminica, di Cordigiano e di altri luoghi i