ANNO 1612. 419 sospese, e che il vescovo e il popolo continuarono negli scambievoli contrasti, a grado che il senato, per provvedere alla civica tranquillità, decretò, il dì 1 febbraio 1613, che fosse « per se » stesso nullo ed invalido qualunque mandato e decreto così ec-» clesiastico come secolare fatto sotto qualsivoglia colore o prele-» sto e con qualsivoglia autorità in qualunque tempo, con fine ed » oggetto che le appellazioni si devolvano ad altri o non siano in-» terposte alli magistrati della repubblica. » CAPO VI. Calunnia inventata contro i veneziani. Era ben naturale, che una fermezza così risoluta dei veneziani dovesse vieppiù sempre aizzare la rabbia dei loro avversarii, particolarmente di quelli, che n' erano presi maggiormente di mira e che si vedevano chiusa ogni via alle consuete loro macchinazioni. Riuscite vane le ripetute insidie contro la vita del Sarpi, cangiò sistema la feroce malignità, e diè di piglio all’ arma della calunnia, per iscreditare con essa la veneziana repubblica in faccia alle cattoliche nazioni. Infamava ella il Sarpi ; ed abbiamo veduto con quali menzogne : ora fermiamoci a considerare come vi si accingesse a farlo in disonore di tutto il governo, a cui porgeva il Sarpi assistenza e consiglio. Fu mostrata al signore di Villeroi, ministro del re di Francia, una lettera scritta da un ministro di Ginevra ad un ugonotto di Parigi. Lo scrittore di essa esponevagli, — « avere lui soggiornato in Venezia per alquanto di tempo, ed avervi introdotto le nuove dottrine, le quali tra pochi anni produrrebbero i loro fruiti; esserne indefessi collaboratori i due frati dell' ordine dei Servi, fr. Fulgenzio e fr. Paolo; avere aperto gli occhi alla verità delle insegnate dottrine molti dei senatori ed il doge stesso ; riputar questi misura prudenziale il non dichiararsi palesemente finché