A!WO 1714. 147 poi all’ allra sciocchezza del l)arù, circa il compenso pei danni recali nel territorio veneto, ci fa sapere lo storico Giacomo Diedo (1), clic i veneziani ne presentarono la lista, perchè n’erano stali richiesti ; e clic sebbene i francesi negassero i danni inferiti ed i tedeschi se ne scusassero per mancanza di denaro ; tuttavia i veneziani, a forza di ripetute inchieste, ebbero dalla Francia 2b0,000 franchi, altrettanti n’ ebbero dal duca di Savoja, ed altrettanti dal re di Spagna, e l’imperatore diede loro due mila zecchini upgheri, promettendone altri ancora lostochè si fosse trovalo in caso di farlo. Non parlo poi di tanti altri esagerati aneddoti, da lui portati in campo per mostrare il poco conto, che le potenze facevano della repubblica di Venezia ed il poco rispetto, eh’ esse avevano alla sua neutralità. I quali aneddoti egli trae dalla Vita del principe Eugenio e dalla Chiare del gabinetto de’ principi ; ed in sostanza verrebbero a mostrare, se fossero veri, non la debolezza della repubblica, non il disprezzo che quelle potenze ne facevano, ma la slealtà delle stesse nel violare i diritti di neutralità solennemente riconosciuti da entrambe ed ammessi. Io non pronunzierò risolutamente se sarebbe stata migliore per la repubblica la guerra o questa mal rispettata neutralilà ; ma se dobbiamo giudicare dagli effetti, una prudente antiveggenza non mancò ai veneziani neppure questa volta. In Utrecht adunque stipulavasi nel 1713 la pace, di cui gli articoli portavano, — che la Spagna e le Indie resterebbero al re Filippo V; che gli olandesi avrebbero una barriera nei Paesi Bassi ; che la successione dell’ Inghilterra sarebbe costantemente nella linea protestante; che Gibilterra e l’isola di Minorica passarebbero agli inglesi; che le cose del Portogallo sarebbero ripristinate come avanti la guerra ; che il duca di Savoja diventerebbe padrone dei regno di Sicilia. Con ciò tulli gli alleati dell’ imperatore si separarono da lui, ed egli solo quindi rimase a continuare la guerra con la casa dei Borboni. Ma finalmente conobbe aneli’ egli la necessità della pace ; (i) Tom. IV, lib. XII, ptg. i5o.