anno 1717. 177 6erascher della provincia, il quale ebbe tempo di formare, in poca distanza dalla piazza, un campo trincerato, e di radunarvi un corpo di trenta mila uomini. Considerò allora il Mocenigo la gravila del-l’impresa divenuta allora, benché senza sua colpa, sommamente difficile, per non dire impossibile : ebbe perciò la prudenza di non ostinarsi, e quindi levò 1’ assedio, cd ebbe altresì la sorte di non essere inseguito dai nemici : e così potè con tutta sicurezza regolare la sua ritirata. CAPO XII. Movimenti delta flotta in Levante. All’ aprire della stagione, il capitano straordinario delle navi Lodovico Flangini, sostituito ad Andrea Cornaro, si allontanò dallo Zante con ventisette vascelli di linea, assai bene equipaggiati di truppe e di ciurme, e si diresse alla volta dcll’Arcipclago. Giunse a Statimene il dì C giugno, donde poscia navigò verso i Dardanelli, perchè aveva avuto notizia, clic la flotta turca di quarantasei navi stava ancorala presso i castelli. Aveva inoltre avuto relazione, che queste navi erano mal equipaggiate a cagione della peste e delle diserzioni dei liventi. Lieto di queste notizie, il Flangini s’ era dato alla vela per attaccare il nemico e combatterlo ; e sebbene per la contrarietà non potesse guadagnare il sopravvento, tuttavia era risoluto di battersi. I turchi accortisi della vicinanza della squadra veneziana, spinsero fuori dello Stretto trenlaquattro navi, per offerir battaglia al Flangini. Era il dì 12 giugno, e mancavano due ore al tramonto del sole. I turchi staccarono otto delle loro navi c le diressero ad attaccarne tre delle nostre, le quali ne sostennero con molto valore 1’ assalto. Il capitan pascià mosse allora contro la capitana del Flangini ; ma postesi in ordinanza le navi veneziane per lo scapito del sottovento, cominciarono a battersi furiosamente contro i turchi. vol. xi. 23