lfjii LIBRO XLII, CAPO II. pubblieoe del privato inleresse. Per porvi freno, la vigilanza del senato comandò al provveditore generale del golfo di dar la caccia a cotesti pirati; la quale commissione eseguì egli con tanta sollecitudine e puntualità, clic predò una loro galeotta, montata da dugento sessanta uomini, e li punì con tanto rigore, che non furono più alti in appresso ad infestare la navigazione e il commercio del golfo. La guerra intanto continuava con grande calore tra la casa di Borbone e la casa d’ Austria. Era stata conchiusa nel 1704 una poderosa alleanza tra l’imperatore Leopoldo, la regina Anna d’Inghilterra, la repubblica di Olanda, il re di Portogallo ed il ducalo di Savoja, contro le due monarchie di Spagna e di Francia. I francesi andavano facendo grandi progressi in Italia, nè altro al duca di Savoja restava di tutti i suoi stali, se non la sola città capitale. Spiaceva grandemente al senato un lanto ingrandimento dei francesi ed un sì grave danno del duca Vittorio Amedeo : ma la famosa battaglia di Ilochstet, decise ben presto delle sorti della Francia. Il duca di Baviera, coi marescialli di Tallard e di Marcin vennero alle mani col principe Eugenio e col duca di Marlbouroug nelle posizioni di Ilochstet, ed in questo combattimento una parte dell’ armala francese e bavara fu distrutta, un’ altra avviluppata e costretta a deporrc le armi: il resto fuggì di là del Beno, e la Francia rimase spoglia della Germania. Così Torino fu salva, ed i francesi abbandonarono agl’ imperiali l'Italia. Questi proseguendo le loro vittorie tolsero al Gonzaga il ducalo di Mantova, occuparono lo stato di Milano, e sottomisero con tanta prosperità di successo il regno di Napoli, che già sembravano ricomparsi i giorni famosi e prosperi del-1’ imperatore Carlo V. Al duca di Savoja, eli’ erasi già trovato alla vigilia di perdere tutti i suoi domimi, cederono il Monferrato, 1’ A-lessandrino, la Loniellina e la Val-di-Sesia. Questi progressivi avvenimenti toccavano di già 1’ anno 1708 : altri cinque ne corsero di nuove disavventure, che ridussero il re Luigi XIV al più miserando stalo. Egli aveva già chiesto ai suoi nemici la pace sino dall’anno suindicato; ma le durissime condizioni,