anto 1718. 275 nelle sue pianure e il Mella, ed altri canali di molta utilità, tra cui il Naviglio. Tra i primarii prodotti devonsi nominare la seta ed il ferro. Nei tempi della repubblica era divisa in sette territorii, ognuno dei quali suddiviso in altri minori distretti, che i bresciani nominavano quadre. Di quelli e di queste vengo tosto a parlare. Territorio della città di Brescia è il primo ed il più ampio, e più numeroso di quadre e di terre feudali, che non lutti gli altri. Brescia detta dai latini Brixia è città antichissima, sulla cui origine molto sono le opinioni degli eruditi, tutte però discordi e ravvolte nella nebbia dei secoli favolosi. Della sua antichità fanno lede i templi pagani, che vi esistevano, intitolali a Saturno, ove fu poi la chiesa del santo Salvatore ; a Giove Massimo, sul colle Chinneo, che dai cristiani fu cangiato a san Pietro in Oliveto, ed a Diana, ov’era l’antica cattedrale; Brescia si governò indipendente sino ai tempi delle invasioni dei barbari, dai quali fu presa e data alle fiamme. Questa sciagura recatale dai goti, fu rinnovata e con più crudeltà dal feroce Attila. Rifabbricata dopo 1' abbandono di lui, soffrì dagli alani, dai vandali, dagli eruli, ed in fine rimase in potere di Teodorico re degli ostrogoti. Passò più tardi nelle mani dei longobardi, che vi fissarono la residenza di un duca. Poi ubbidì a Carlo magno e sofferse le stesse vicende, a cui andarono successivamente soggette le altre città d‘ Italia. Finalmente nel 936, sotto l’imperatore Ottone riacquistò la pristina libertà, e fu eretta in repubblica tributaria di lui. Nel 1222 cadde in potere di Ezzelino; poi fu lacerata dalle fazioni de' ghibellini e de’ guelfi ; fu teatro successivamente di guerre feroci, finche nel 1532 si diede spontaneamente a Mastino della Scala. Ma aneli’ egli l’ebbe per poco tempo, perchè le armi de’veneziani collegate con Azzo Visconti signore di Milano, con Filippo Gonzaga duca di Mantova e con Obizzo marchese d’ Este, gli e la tolsero, e rimase della famiglia dei Visconti, che la possedettero sino al 1591. Poi fu di Pandolfo Malatesta ; poi nel 1421 ritornò ai Visconti ; ma la tirannica fierezza, con cui Filippo Maria Visconti opprimeva, costrinse i cittadini a darsi di unanime vol. xi. 35