anno 1718 307 Massimiliano : ma ben presto gli opitergini, affezionali alla repubblica di Venezia, le si diedero spontaneamente. Da quest’ epoca vi mandava essa un podestà con libera giurisdizione tanto negli afTari civili che nei criminali. Gli uffizi e le subalterne magistrature della città venivano distribuiti dal consiglio civico, composto di nobili, di cittadini e di popolari. V’ era poi la magistratura de’ provveditori, i quali erano quattro e non potevano essere che della classe dei nobili. Terre feudali. Olto ne ho enumerato quando ne recai la nuda serie (1) : qui ne dirò alcun che di più, per dare un’idea della loro condizione, e delle famiglie de’ conti, che n’ erano i padroni, e da cui pigliavano il nome di contadi. Collallo : antichissimo feudo della famiglia, che da esso prende il nome, aggregala sino dal 1303 alla veneziana nobiltà. Sta il castello sopra un alto colle : era tenuto in lutto buon ordine, con forti mura, ponti levatoi, fosse ecc. Formavano il contado, ossia, il territorio, di questo feudo i tre villaggi di Falze di Piave, di Barbisano e di Scrnaglia. E quanto alla famiglia de’ conti di Collallo, fu essa una delle più cospicue d’ Italia ed assai possente. Nominavasi da principio la famiglia de’ conti, poi fu detta de’ conti di Treviso; ma quando la repubblica di Venezia diventò padrona di tulta la marca Trivigiana, essa prese il titolo di conti di Collallo. ’ Esercitavano adunque i Collallo, in questo ed in altri castelli di loro proprietà, vera giurisdizione feudale per mezzo dei loro vicarii, sulle norme degli antichi diplomi imperiali, ed a tenore dei rispettivi statuti. Le sentenze dei vicarii avevano appellazione al conte. Uno di questa slessa famiglia aveva, ed ha tuttora, per patronato feudale l’ abazia di Narvesa, con giurisdizione quasi episcopale sopra varie parrocchie nella diocesi di Treviso e di Ceneda, ridotta ora a semplice giuspatronato. (i) Nella pa". i3j.