ANNO 1718. 217 tosto ¡»ole per altro compiere questo suo desiderio. Proseguì allora il suo viaggio : si trattenne alquanto in Ecc-miazin, poi passò al monastero dell’isola di Sevàn (1) ad ammirare da presso la rigidezza delle penitenze di quei monaci : ma non piacquegli sceglierla a modello dell’ istituto, che andava progettando, in cui voleva associare alle pratiche di una vita ascetica lo studio delle lettere e delle scienze (2). Risolse quindi dì ritornare a Sebaste, ma ripassando per Erzcrum, fu trattenuto dal supcriore del monastero di Rasena, non guari discosto da quella città, ad istruirvi per dieci mesi la gioventù nelle lettere amene. In Erzcrum strinse amicizia con un ricco armeno, ritornalo testé di Roma, sicché più vivamente fu acceso dal desiderio di visitare quella capitale. Nella casa di questo signore gli vennero alle mani le opere del p. Clementi Galano ; ed allora fu, che avendo scoperto l’impostura di quello sfacciato calunniatore dell’ armena chiesa (3), maturò nel suo cuore la già concepita idea di piantare una congregazione, il cui scopo fosse erudire nelle scienze e nelle lettere i suoi connazionali e provvedere ai loro bisogni spirituali ; acciocché collo studio potessero munirsi di armi ad ¡smentire le menzogne degli stranieri sul punto delle nazionali costumanze religiose, e coll’educazione ecclesiastica potessero avere un clero dotto nelle cose armene, il quale valesse a porre un argine alla sfrenata impudenza de’ discepoli e partigiani del sorrentino missionario (h). Ritornalo a Sebaste, (1) Nel lago di Gelarao. tino, certo che gli armeni non lo intende- (2) Scriveva perciò in uno de'suoi com- rebbero, insulla e calunnia la nazione, la |>onimeiiti poetici : u Che fare, o Signore? chiesa, i santi padri ed i più dotti scrittori n qui non ho trovato ciò che il mio cuore degli armeni : in armeno poi, cerio che gli » cercava. Ma dove andare ? e dove quindi europei non lo avrebbero inteso, nulla dice n innanzi, fuorché in voi, o mio benefico di luttoclò. » Iddio, lusingarmi di trovare il sentiero (4) u Voglia il cielo, die’egli, che ci sia n del bene, la luce dei ciechi, la guida del- » fatto di stabilire una congregazione perii la vita?» » pctua, il cui perenne scopo sia la coltura (3) Costui scrisse un'opera intitolala » di tulle le necessarie ed utili scienze; e il Concilialio Ecrlesiae Armenae eum Ho- n progetto finale sia I’ aiutare la nostra n>-mana, in tre volumi, in due lingue ; in n zione negli spirituali bisogni. « Ialino, cioè, coll' armeno a fianco. Nel la- VOL. XI. 28