anno 1718. 295 la quale appena puossi dedurre da mosaici, lapidi e monete dissotterrate per avventura talvolta nel suo recinto e al di fuori. La si trova non di rado commemorata col nome di castello, e di rocca. Nulla dirò delle sue vicende nelle varie irruzioni degli unni, dei goti, dei longobardi, degli ungheri, perchè nulla di più dovrei dire di ciò che dissi delle altre città di questa parte d’ Italia. Nel secolo X dipendeva essa dal marchese o conte della Marca trivigiana ; nel 946 fu donala al dominio temporale dei vescovi di Treviso, i quali continuarono a possederla sino al 1272. Poscia fu degli Scaligeri sino al 1552; poi bersaglio delle guerre di quell'età; c finalmente, nel 1357 si diede spontaneamente alla repubblica di Venezia. Questa incominciò allora a mandarvi un podestà, e la stabilì sulla stessa sistemazione delle altre città della terraferma, eh’ cransi a lei assoggettate. Perciò ebbe il suo consiglio fonnato di nobili, di cittadini e di popolari; ma nel 1459 esso fu ridotto a consiglio spedale, ordinario e permanente, composto di quarantasei nobili ; sicché da quest’epoca la nobiltà asolana rimase segregata dalle classi dei cittadini e dei popolari. Asolo nel 1489 fu data in feudo dalla repubblica alla famosa Caterina Cornaro, vedova del re di Cipro Jacopo Lusigna-no (1) : lei moria, rilornò sotto il governo della repubblica, secondo la foggia di prima. Onorevole per gli asolani fu il decreto, che dopo ripetute istanze di loro, nel 1742, emanò il senalo, per riconfermare alla loro patria il titolo di città, da oltre a sette secoli abolito cd alternato in quello di castello, come ho dello di sopra, si nelle private che nelle pubbliche carte : del quale decreto piacemi trascrivere qui il tenore : 1742. 21 Luglio, in Pregadi. « Da più antiche memorie di accreditati scrittori, dal fallo e » dalla ragione, che lo confermano, come pure da molte pubbliche * ducali emanale nei precedenti secoli, cd in questo medesimo cvi- * dcntemenle constando, che Asolo, nella provincia trivigiana situato, (i) Ne ho fallo il racconto alla ma ?o!l* nel voi. VII, pag. i3'| « scg.