anno 1749. 421 dalla strettezza di tempo, clic corse tra la data della risposta del papa alle lagnanze della repubblica per l’erezione del vicariato e la data della bolla di soppressione del patriarcato : argomento, die lu trattato nel periodo di un solo anno; mentre in altre circostanze la difficoltà delle investigazioni e delle clausole per assegnare i limili, le rendile, le convenienze, le prerogative, le giurisdizioni di due differenti diocesi, formate dagli elementi di una sola, avrebbero cliieslo il maneggio di varii anni. Ed ecco esaurito 1’ argomento della soppressione del patriarcato di Aquilcja. L’arcivescovo di Ldine, ch'era lo stesso patriarca, conservò il titolo patriarcale finche visse. La giurisdizione sua diocesana rimase circoscritta dai confini dello stato veneto ; le prerogative sue metropolitiche gli furono conservate sulle sole diocesi suffragance, eli’ erano negli stali della repubblica. Al nuovo arcivescovo di Gorizia fu assegnata la porzione di diocesi, clic stcndevasi sul territorio austriaco, cd ebbe sotto la sua metropolitana giurisdizione il resto delle suffragance aquilejcsi, eh' erano sotto il dominio dell’ Austria. É falso poi, che la repubblica dimostrasse il suo risentimento contm la romana curia, ravvivando alcune antiche leggi sull’ abuso delle dispense e delle indulgenze. La rinnovazione di quelle leggi fu provocata da ben altri motivi, che in altro tempo il Darò sarebbesi fatto un pregio di esagerare, per introdurre poi occasione di sparlare di Roma e dei papi ; ma qui invece, che la storia è giunta ad un’epoca, in cui vorrebbesi dipingere la repubblica colle tinte del disprezzo e dell imbecillità, gli riesce meglio il suo giuoco immaginandola sì meschina da dimostrare con inutili rappresaglie il risentimento, che non avrebbe potuto in altra guisa sfogare. Alla sua volta porrò in chiaro anche questo punto di storia, a cui tanto d’ importanza diede il Darà; ma che d'altronde non ne merita alcuna.