«<* LIBRO XLI, CU>0 XX. Donalo successivamente surrogato ad entrambi. Più funesta poi riuscì agl’ interessi delle armi la malattia sopravvenuta al conte di Ko-nigsmarck, per cui fu costretto ad allontanarsi dal suo ufficio, e per cui gli fu sostituito il principe di Brunswich. Le fazioni militari succedevansi senza tregua le une alle altre, nè vi ottenevano vantaggi i nostri ad indebolimento del nemico, il quale con vigorosa costanza ne respingeva 1’ urto impetuoso. Le truppe di Malta e di Brunswich vi fecero prodigii di valore. Alla fine i nostri poterono respingere i turchi dalle fortificazioni esteriori ed impadronirsene il dì 22 agosto. Imperciocché il Morosini, che intanto aveva ricevuto da Venezia un rinforzo di quattro mila uomini, crasi accinto a tentare un assalto generale alla piazza. Le truppe si diportarono con un ardore senza esempio : il trinceramento dei turchi fu sforzato : i soldati, che lo difendevano, volendo rifugiarsi nella città, ue furono impediti dalla cavalleria. I veneziani perdettero in quel conflitto settecento uomini: dei turchi mille cinquecento rimasero morti sul campo. Fu battuta per molti giorni la muraglia, che n’ era 1’ unica difesa e si tentò di calare nel fosso ; ma vi si trovò una resistenza vigorosissima, ed insuperabili difficoltà vi si opposero. In questi giorni stessi il conte di Konigsmarck morì vittima del morbo che lo aveva assalito. Gli fu sostituito nel comando generale delle truppe Carlo Felice di Gallcans, duca di Gadagno nel contado Venosino, militare di alta riputazione e che aveva servito sotto il maresciallo di Turena. La continuazione e la fierezza di tante pugne indebolivano sempre più quelle genti già stanche e per la fatica della guerra e per la insistenza delle infermità. Si ostinò il doge Morosini ancora per un mese e mezzo a battere la piazza, finché, apertasi una larga breccia, ed empiuto il foss^ dalle macerie di una mina scoppiata, si tentò il giorno 12 ottobre un nuovo assalto. Gii albanesi ed i dalmati salirono arditamente sulla breccia, che non per anco era praticabile : si arrampicarono gli uni su gli altri, ed alcuni di loro s’impadronirono di una torre. Ma, trovatisi in una piattaforma troppo alta per potersi