vsso 1716. 165 il dì 15 aprile 1716. Tutta la sostanza ili esso riducevasi a ciò, clic l’imperatore domandava alla repubblica una garanzia per la sicurezza de’ suoi stali nell' Italia, ed esibitasi a fare una diversione ncl-1’ Ungheria. Entrambi ne furono contenti, perchè il senato fu pago di avere tutto guadagnato, ottenendo da questo monarca la spedizione nell’Ungheria di un’ armala comandata dal principe Eugenio di Sa-voja; e l’imperatore si assicurò di non aver più nulla a temere in Italia, avendo interessato la repubblica a sostenerne qui la sua potenza. L’imperatore poi, d’accordo col senato, sollecitava ad entrare in questa alleanza anche la Polonia e la Russia ; ma ne furono entrambe trattenute dal timore, che avevano delle intraprese del re di Svezia, e delle turbolenze, che agitavano l’interno dei loro siati. Nel medesimo tempo il gabinetto di Vienna scriveva al gran visir — « che la guerra ingiustamente trattala dalla Porla contro la repubblica di Venezia aveva commosso l’imperatore, obbligandolo a far apparire il suo dispiacere nel veder violala la pace di Carlo-witz ; che sin ne’ principii della molesta insorgenza aveva egli esibito la sua mediazione, facendo nel tempo stesso conoscere gl’ impegni che aveva co’ suoi alleali ; essere stata sprezzala 1’ una col farla cadere in silenzio, passata 1’ altra con dissimulazione : laonde, essendo nolo ai ministri ottomani il tenore della sacra lega tra le tre potenze, conoscevasi l’imperatore nella necessità di farsi ragione con le armi, qualora l’impero ottomano, mutando consigli, non rimettesse nel pristino stato la violata pace di Carlowilz; e finalmente, che sua maestà non più trovando motivo di trattenere in Costantinopoli il suo ambasciare aveva deliberato di richiamarlo. » — CAPO Vili. Corfu v minacciata dai turchi. I turchi intanto baldanzosi per le vittorie ottenute sui veneziani, disponevansi a portare la guerra più addentro nei domimi di questi.