13 satempo, il signor Felice usa talora a questo o quel caffè. Il pover’uomo è occupalo, affaccendalo da mane a sera ogni di, e il caffè è per lui come la cara bonaccia d’una cavana al sudalo gondoliere dopo la corsa, o la fida ombra d’un elee allo stanco mietitore in sul mezzogiorno. Ma ahimè! ei sarà appena su quegli amici e compagnevoli sedili adagiato, che si troveranno persone, le quali hanno cura di rendergli profittevoli anche que’pochi momenti, ed ecco arriva un primo, un secondo dispaccio, lettere di negozio, d’affari, d’affari di cui spesso non si conosce e che fanno i suoi fattorini; arriva un curioso a domandargli novelle, o gli siede appresso il signor Iacopo che riappicca il discorso la sera innanzi interrotto sulla utilità del vapore e di simili altre scoperte. Ahimè! il signor Felice è la calamita, il magnete per eccellenza di tutti i seccatori, di tutti gl’importuni della città ! La calamita attrae da lunge, passa il vetro; la calamita del signor Felice è più possente, passa le muraglie, gli attira la gente da un capo all’ altro della Piazza, che più? dalla Piazza fino a s. Silvestro, di là dell’acqua, oltre il ponte di Rialto! O potere del magnetismo I La calamita del signor Felice non ha poli, è eguale, simile a tutti i lati: attrae sempre e- V Apt>., Poi. ir. a