:»2 LIBRO XI.IX, CAPO VII. sacco e capanne c case c chiese. Sulle rive del Mincio infinite famiglie furono spogliale di ogni loro proprietà e furono costrette ad andare raminghe ed esuli per salvare una vita, che non sapevano più come alimentare. Rifugge 1’ animo dal commemorare gli eccessi ancor più turpi e di libidine e di ferocità e di rapacità, che nelle veneziane provincie marcarono le traccio dell’ armata francese. L’Adriatico era pieno di armatori, che con bandiere tricolorate predavano impunemente i vascelli veneziani e chiudevano tutte le sorgenti della nazionale prosperità. Erano violate le pubbliche e le private corrispondenze, ed i secreti del suddito egualmente che del governo erano fatti palesi a Bonaparte. I francesi, consapevoli dell’ impotenza della repubblica, ascrivevano a colpa ai veneziani il secreto abbonamento, che nutrivano contro di essi, e li molestavano incessantemente per istigarli a cercarne vendetta ; a fine di avere così un pretesto a romperla col governo, a dichiarargli la guerra, a rovesciarlo nel precipizio della rivoluzione. Opp resso il senato sotto tanti flagelli, in preda a tante afflizioni, passando di calamità in calamità, s’ abbandonava alla sua fatale fortuna, senza sapere come temperarne il rigore. Manchevole di poderose forze, per cui farsi rispettare e tutelare la proprietà dei sudditi, non sapeva a qual partito appigliarsi. Era disastrosa la guerra; più disastrosa la pace. Quel continuato conflitto tra il dispotismo che opprime e l’indispettita sofferenza, che rispinge 1’ oppressione, gli faceva temere ad ogni istante qualche scoppio parziale di una mal calcolata effervescenza nel popolo. Ad ogni momento palpitava, che i sudditi spinti all’ estremo apice della disperazione, non trovatalo altra salvezza che nella propria energia, non si scagliassero all’ improvviso sugl’ invasori per vendicarsi o perire. La sola idea di questo non impossibile eccesso faceva temere l’estremo eccidio della repubblica. E già non ambigue voci lo annunziavano imminente. I soldati francesi arditamente proclamavano di voler associare la loro sorte a quella di tutti i popoli malcontenti dei proprii governi. Gli uffizioli