3C4 LIBRO XXXII, CAPO XIV. CAPO XIV. Disgusti con la Porta ottomana : pace di Europa. Sotto il dogado di Lorenzo Priuli, ebbe la repubblica a paventare imminente una rottura coi turchi. Verso la fine infatti del-1’anno 1558, seppesi in Venezia, che nell' arsenale di Costantinopoli si andavano facendo grandi armamenti, e che Solimano II spingeva una grossa armata verso la Natòlia. Questi preparativi e queste mosse suscitarono gravi timori per la sicurezza del regno di Cipro. Perciò il senato comandò, che fossero tosto allestite cento galere, le quali, sotto il comando di Tommaso Contarmi, si recassero ad osservare le mosse dei turchi : e nel medesimo tempo distribuì in tutte le colonie del Levante e truppe e capitani ad invigilare per la difesa di. esse. Comparve non guari dopo la flotta turca alle viste della Vallona : piegò yerso la costa napoletana ; vi fece sbarcare truppe nelle vicinanze di Sorrento; prese quella città c la saccheggiò. La cagione di questi movimenti non era che per secondare le viste della Francia e per mantenersi fedele agl’ impegni, che il sultano aveva contratto con quella corona. Ma le malattie indebolirono le ciurme di questa flotta, e Solimano fu costretto a richiamarla ben presto. Tuttavolta i pirati, moltiplicalisi in grande numero, infestavano i mari intorno alle coste dell’Albania, e nel golfo e in Levante ; per lo che Pandolfo Contarmi ebbe ordine di dare ad essi la caccia con una piccola squadra di galere, lolla dal grosso della flotta. Egli, presso a Durazzo, incontrò sette bastimenti di costoro, i quali avevano predato alcuni legni veneziani : gl’ inseguì con coraggio, ed eglino si rifugiarono nel porto dì Durazzo. Pandolfo Conlarini entrò in porto con essi : gli attaccò vigorosamente, e vi trovò tanto più feroce resistenza, in quanto che gli abitanti della città prestarono a tutto loro potere proiezione ed ajulo ai corsari.