58 LIBRO XXIX, CAPO XVII. Questo fatto distolse il re Francesco I dal passar più i monti, riputando necessaria la sua presenza nel regno, per assicurarne il riposo contro i complici del tradimento e contro i secreti maneggi del contestabile. Affidò quindi tutto l’incarico della spedizione militare all’ ammiraglio Bonnivet, il quale proseguì tosto il suo viaggio per l’Italia, ed arrivò in pochi giorni a Vercelli alla testa di seimila fanti francesi, di seimila Ianscheneli, di quattordicimila svizzeri e di mille cinquecento uomini d’ arme. Con quest’ armata considerevole s’impadronì ben tosto di Vigevano e di Novara e di tutto in somma il paese, eh’ è sulla destra riva del Ticino. Prospero Colonna, con una porzione delle truppe confederate, si affrettò ad occupare la sinistra riva di quel fiume, per contrastarne ai francesi il passaggio: ma il cannone di questi lo costrinse a ritirarsi ; sicché, non essendo più in grado di resistere contro sì enorme superiorità di forze, distribuì le truppe in tre corpi, a presidiare Pavia, Milano e Cremona. I veneziani, tostochè seppero i! pericolo, da cui era minacciato il milanese, spinsero le loro truppe di là dell’ Olio, tra Crema e Bergamo, acciocché fossero in istato di potervi recare soccorso. L’armata francese aveva passato il Ticino ed erasi accampata tra Binasco ed Abbiategrasso, a dodici miglia da Milano: pareva, che le prime sue mosse avessero dovuto avere per oggetto la capitale, ove lo sgomento e il terrore degli abitanti le avrebbero assicuralo una felice riuscita. Ma l’ammiraglio, ingannalo da inutili trattative di riscatto, intraprese da alcuni milanesi, che cercavano con questo stratagemma di salvare la patria dal sacco, lasciò campo ai cittadini di riaversi da quel primo sbigottimento e di porsi sulla difesa. Intanto sopraggiunse Prospero Colonna con sufficienti soccorsi, e l’impresa sopra Milano non potè più effettuarsi. Stavano le truppe veneziane a Ponlevico : ne aveva assunto il comando Francesco-Maria della Rovere. Poco lungi da lui s’ era accampato il marchese di Mantova, confederato anch’egli contro i francesi. Prospero Colonna insisteva, clic si avvicinassero a Lodi, ■%