anno 1624. 147 disponevano a farsene ragione con le armi. I minislri di Francia e della repubblica nostra presso la confederazione Elvetica impegnarono i cantoni cattolici a farsi garanti dell’ esecuzione del trattato di Madrid, e i cantoni protestanti ad unire le loro fftrze in favore dei grigioni. Nelle quali sollecitazioni ascondevano i collegati differenti intenzioni : imperciocché la Francia coltivava l’idea di mantenersi amica della Spagna e perciò non voleva prender parte a questa guerra se non come ausiliaria ; le intenzioni invece dei veneziani erano di terminare la faccenda prontamente con una pace assoluta ; il duca di Savoja d’ altronde progettava di valersi dei francesi egualmente che dei veneziani per lo conseguimento de’suoi fini. Egli sforzavasi a persuadere i colleghi, che il paese de’ grigioni non era il più opportuno per la dimora delle armate; che non era di così grande interesse il far tante spese per poi non togliere agli spagnuoli la Valtellina ; eli’ era ormai giunta l’occasione propizia per umiliare la corte di Madrid, perciocché tutto era facile ad intraprendersi contro di essa , ora che avevansi amiche ed alleate l’Inghilterra', l’Olanda, i protestanti di Alle-magna eie potenze del Nord; che potrebbonsi perciò concertare parecchie fazioni di guerra in differenti punti, per separarne le forze ed apportarne danni in più luoghi : il conte di Mansfeld agirebbe nella Franca Contea, Gabor attaccherebbe T Ungheria, il re di Danimarca e i principi della Bassa Sassonia porterebbero la guerra nel seno dell’ impero, l’OIanda inoltrerebbe le sue armi nei Paesi Bassi, la flotta inglese devasterebbe le coste della Spagna, e le truppe degli alleali occuperebbero il territorio milanese. Non dispiaceva, per verità, questo piano alla repubblica di Venezia, perciocché offriva in sé stesso una lusinghevole apparenza di felice riuscita : ma le intenzioni non bene spiegate della Francia, lasciavano luogo a formare gravi sospetti, per cui non polevasi fare pieno calcolo sulle sue forze militari. Tultavolla, Carlo Emmanuele si accinse a persuaderla ad una chiara ed assoluta deliberazione. Le propose di renderla padrona di Genova, od