anno 1645. 257 c li fece condurre similmente alla Suda. Un solo fusto di galera, che si trovava nel porto sino dal principio dell’ jssedio ed era carico di preziosi arredi degli abitanti, fu predato dai turchi. Ma usciti che furono di Canea tutti quelli, che secondo i palli ne avevano ottenuto il diritto, i vincitori mutarono contegno sulla città e sui rimasti, e fecero loro provare quanto costi il fidarsi dei turchi. La cattedrale e la chiesa di san Nicolò furono cangiate in moschee, le altre in caserme ed in stalle. Le più belle fanciulle e i più freschi giovinetti furono spediti a Costantinopoli per servire alle delizie del serraglio imperiale, in attestato di signoria e di vittoria. Ed in fine, sotto falsi prelesti d’intelligenza coi veneti presidi, fu dato il sacco alle case ; parecchi di quegli sciagurati abitatori furono trucidali, altri esposti al palo, altri alle croci ; e chi cacciato in esilio, e chi spogliato de’ beni, e chi costretto per conservare la vita a rinnegare la fede. I turchi guadagnarono in questa conquista undici scaffi di galere, eh’ erano nell’ arsenale, e più di cento cannoni, eh’ erano appostati a difesa delle mura (1). Giuntane appena la notizia in Costantinopoli, ne comandò il sultano, tra le più immoderate dimostrazioni di gioja, solenne festeggiamento in tutto il suo impero. Canea fu affidala in custodia ad Assan pascià con un presidio di cinque mila fanti e cencinquanta cavalli : nel porto furono condotte a ricovero cinquantacinque galere non ben munite, acciocché al sopraggiungere dell’ armata cristiana, di cui si temeva imminente 1’ arrivo, non avessero a trovarsi esposte agl’ insulti dei nemici e del mare: il resto della poderosa flotta rimase ancorata setto a San-Teodoro, nel mentre che trenta vascelli di Barbe-ria facevano crociera al largo, per custodire il mare dalle forze navali che dicevansi dovervi mandare i cristiani. (r) Dice il Darli trecento sessanta fida. I nostri monumenti patrii e i nostri pezzi di cannone-, non so da chi possa storici li riducono a cento, all’ incirca : nè avere avuto questo numero cotanto esa- saprei persuadermi a tanta esagerazione di gerato. Forse dalle corrispondenze di Gre- artiglierie su di un circuito di mura ab- monville ambasciatore francese in Venezia, bastanza stretto anche per un cenlinajo. alle cui testimonianze intieramente si af- V0L. X. 53