K\.NO 165:2. 553 tic portavano ila sì lungo tempo il peso, trovavansi stanche e bisognose di riposo c di tregua. Ma la posizione attuale delle cose non ne porgeva per anco raggio di speranza. Si sparse perciò del malcontento in una parte della guarnigione di Candia, per cui la sicurezza della difesa fu per qualche istante in grave pericolo. Una truppa di albanesi, che non aveva potuto ottenere accrescimento di paga, si ribellò e s’impadronì di due principali bastioni, e minacciò di darli in mano ai nemici : ma questi rivoltosi suscitarono con questo allo contro di sè 1’ indignazione generale. Tutti gli altri soldati presero le armi per vendicare sì enorme perfidia. Le campane suonarono a stormo, e tutti gli abitanti della città si radunarono in armi : uomini, donne, fanciulli, tutti volevano far macello degli albanesi ribelli. Ebbero a durar fatica i comandanti a sedare il fervore della concitata moltitudine, più che a reprimere la temerità dei sediziosi. Non erano costoro in grado di resistere alla forza dei capitani, perciò deposero le armi ed implorarono pietà. Ne furono impiccati alcuni : gli altri ottennero il perdono, e così la pristina tranquillità vi fu ricondotta. Tuttavia la notizia dell’ avvenuto fu portata dalla fama a Venezia, accompagnata da moltifornii esagerazioni. Il senato ne volle investigare le cagioni, per conoscere se dalla inesperienza o dalla soverchia rigidezza dei capi potesse averne avuto 1’ origine. Istituì perciò una commissione indagatrice, composta di tre particolari inquisitori, i quali furono Andrea Capello, Gerolamo Bragadino e Battista Nani cavaliere. Tostochè ebbero questi raccolto diverse deposizioni, il senato mandò in Candia Gerolamo Bragadino a confrontare sopra luogo la verità delle informazioni avute : il quale obbligò il generale Giorgio Morosini ed alcuni uffiziali a venire a Venezia per giustificarsene. Ne assunse allora la cognizione il senato, ed esaminate diligentemente le circostanze e le giustificazioni, il Morosini fu assolto per innocente: gli altri furono processali dinanzi alla quarantia criminale e con varie pene corretti. Questi lalti avvenivano ncll’inco-minciare dell’anno 1652. voi,, x. fl5