anno 1G39. 219 non molestare mai più i veneziani ; ed ai governatori delle piazze di non dare asilo a quelli nei porti, se prima non offerissero cauzione di non recarvi molestie ; potersi dai comandanti della repubblica punire i corsari stessi a tenore degli antichi trattati ; ristabilirsi il commercio tra le due nazioni, e ridonarsi la libertà e gli averi al bailo medesimo. » E di fatto il caimacan lo rimandò onorevolmente alla sua residenza, dopo di averlo fatto vestire, secondo l’uso, di una stoffa d' oro. In Venezia non aspetta vasi cosi presto, nè con tanto buon esito 10 scioglimento di questo affare : anzi una sollecitudine così impreveduta fece nascere sospetto sulla lealtà delle intenzioni del sultano, e molti perciò opinavano doversi preferire la sicurezza guadagnata con le armi piuttostochè col denaro. Tuttavolta il senato, il quale e pir l’esperienza degli avvenimenti passati e per la posizione delle cose presenti conosceva non esservi nulla da sperare sull’ assistenza dei principi cristiani, approvò le condizioni di quel trattato, e rassicurò da questo Iato, per qualche anno almeno, la propria tranquillità. Bensì qualche inquietudine andava intanto promovendo ai confini della Dalmazia il caimacan Mustafà, e molestava con frequenti scorrerie il territorio veneziano. Perciò Marino Molin, eh’ era stato stabilito colà provveditore generale della cavalleria, spinse verso quattro differenti stazioni le sue truppe, coll’ intenzione di attaccare i turchi e combatterli. E lo fece con sì felice successo, che in uno di quegli scontri vi rimase ucciso Mustafà, e così le cose ripigliarono 11 pristino stato. ÌNon ili meno Amurat non era del tutto nelle sue intenzioni tranquillo. Egli affrettò la conclusione della pace col re di Persia, acciocché gli restasse tempo ed agio a tentare in Europa la sorte delle armi, approfittando delle discordie, che tenevano agitata l’Italia e che invitavano l’attenzione anche delle straniere potenze. E già le cose andavano da lui disponendosi con poderoso apparato, che metteva già in qualche angustia la Polonia e 1’ Ungheria, le quali