ANNO 1380. 107 la città al continente : queste v’ erano giunte (li notte ed avevano eseguito gli ordini esattamente. Or, quando egli si presentò colla sua squadra dinanzi alla città per la parte del mare, tutta la guarnigione genovese, che presidiavala, si diè alla fuga per salvarsi in terraferma. Allora i fuggitivi, arrivati al ponte, e trovandolo distrutto, si lusingarono di raggiungere nuotando 1’ opposta riva, ma ivi le genti mandate dal Pisani gli aspettavano, e ne fecero strage. Trecento e venti ne furono fatti prigionieri, tra cui Nicolò da Spilimbergo, nipote del patriarca di Aquileja, e molti altri ragguardevoli personaggi del Friuli. Così Vittore Pisani potè entrare vittorioso nella città : la pose a sacco, vi lasciò alcune truppe, che la presidiassero, poi tirò innanzi sino a Pola. Intanto i genovesi avevano preso Arbe, e poscia avevanla abbandonata, perchè non avevano bastanti forze a conservarla; erano passati a Segna, e dopo di averla saccheggiata, vi avevano appiccato il fuoco. Ed avevano incendiato anche altri luoghi colà vicini, menando da per tutto gravissimi guasti. Vittore Pisani invece s’era diretto verso Trieste, per ricuperarla ; ma quando ebbe notizia di questi fatti, ripiegò il suo corso, per dare la caccia ai temerarii nemici. Giunse ia Arbe il dì 7 agosto, e vi trovò un legno leggiero dei genovesi, lo attaccò e se ne impadronì; ma la ciurma si salvò colla fuga. Seppe intanto, che dodici galere nemiche erano andate verso Manfredonia, per caricare di frumento ; ed egli subito voltò le prore a quella parte. Si fermò a Ruoto di Puglia, per far acqua, ed ivi ebbe notizia, essere le dodici galere genovesi nel porto di Veste colà vicino. Mosse subito a quella volta per sorprenderle ; ma i nemici, avvisati dell’ imminente suo arrivo, sJerano già preparati alla fuga. E fuggirono di fatto, tostoehè lo videro comparire. Egli le inseguì, tirando addosso a loro molti colpi di bombarda : ma, sopraggiunta la notte, poterono dileguarsi dalla sua vista e mettersi in salvo.