20 III. DELLA CRUDELTÀ DELLA MODA, CON PARTICOLARE APPLICAZIONE AI MUSTACCHI, AI CAPELLI alla renaissance, alla puritana ed alle Tiazàwailie. [*) Oh! dove sono quei tempi felici, economici soprattutto, in cui gli abiti come le case e i poderi si ereditavano dalle famiglie, e l’indu-stre sartore prendeva sulle spalle venerande dell’ avo la misura ai nascituri di tre o quattro generazioni? La moda, come la fede, era allora ferma, inconcussa, faceva parte del nazionale costume, ed era d’ uopo niente meno che d’una rivoluzione, d’uno di quei grandi scompigli delle società umane, i quali mutano faccia alle nazioni, per indurre la più piccola varietà nelle vesti. Così prima furono necessarie la caduta della universal monarchia dei Romani e la invasione dei barbari, che sorgessero al mondo queste comode brache eh’ ora noi, uomini del 1837, senza troppo pensarci sopra, (*) Gazzetta del 4 febbraio 1837.