25k LIBRO XLVI1, CAPO II. fecondità della pace, inviolabile in mezzo alle esterne tempeste, era il primario oggetto delle premure di chi comandava, egualmente ehe delle benedizioni di chi obbediva : nè saputo avrebbero i cittadini così facilmente condiscendere a gravi alterazioni di essa. Perciò gl’ inquisitori di stato, sebbene di giorno in giorno scemassero ncl-1’ accresciuto potere, tuttavia stavano vigilantissimi ad impedire, che le private ambizioni recassero il mimmo nocumento all’ ordine antico. Eppure anche queste lievi riforme, vantaggiose d’ altronde, e, piucchè vantaggiose, necessarie, non andavano mai disgiunte da dispute tumultuose e concitate ; perciocché ben di rado le abitudini acconsentono di cedere il luogo alla verità : e il popolo, vivendo felice nel seno di una discreta opulenza, stava all’ erta per impedire tuttociò, che avesse mai potuto nuocere alla sua felicità. C A P 0 II. » , 1 L imperatore Giuseppe II viene la seconda volta a Venezia. In questo medesimo anno 1775, l’imperatore Giuseppe II, che per la seconda volta viaggiava in Italia, volle rivedere la città di Venezia, la cui magnificenza e straordinarietà aveva attratto in modo particolare la sua simpatia : cosa non insolita anche al giorno d’oggi, benché non sia più quella maravigliosa dominatrice di allora, in tulli gli stranieri di qualsivoglia nazione. La fama della sua solennissima fiera dell’ Ascensione, detta nel nostro idioma la Sensa, avevagli fatto nascere il desiderio di venirvi anch’ egli a diporto ; e la Signoria, tostochè ri ebbe notizia, fece sosta alcun poco alle gravissime idee di stato, per lasciarvi soltentrare invece ridenti idee di feste, di sollazzi e di ogni altra giocondità, a cui Venezia sola, per la sua naturale conformazione e per l’indole particolare de’ suoi cittadini, può somministraie argomento. L imperatore giunse a Venezia il giorno 1$ maggio, in