anno 177k. 219 tulli gli attrezzi ed istrumenti rurali o delle arti loro, e che per venli anni tutte le arti fossero esenti dalle consuete contribuzioni. Simili esenzioni furono concesse, in proporzione dei danni sofferti, anche a tutti i padroni, che avessero dovuto rifabbricare o ristaurare le loro case. E finalmente fu comandato al comandante delle artiglierie, di trovare in Brescia un luogo più acconcio per collocarvi le polveri, fuori del pericolo degli abitanti. Nel seguente anno, due impetuose procelle gonfiarono talmente 1’ acqua del mare, che Venezia ne fu inondata per guisa, che tutti i suoi pozzi ne rimasero guasti. Nella seconda di queste, sulle coste dell’ Istria, i flutti infuriando ne sollevarono per alquante miglia la superficie, trasportando altrove sabbia, sassi, cespugli e dissotterrando fortuitamente, traUmago e Sipar, un’antica città, ricca di portici, di colonne, di mosaici e di ogni altro più pregevole ornamento. Quasi nel tempo stesso, il territorio bellunese sofferse ancor più grave sciagura, particolarmente in quella parte di monti, che si nomina Regola d’Alcghe. Un pezzo della montagna di Piz si staccò all’ improvviso e cadde nella sottoposta vallata, schiacciando capanne, abitatori, bestiami ; poi continuando l’impeto suo giù per la china del monte andò a fermarsi nel letto del Cordevole, ne arrestò il corso, vi formò un lago, il quale raccogliendo a poco a poco nuove acque, senza poterle scaricare nel consueto suo alveo, donde fluivano nel Piave, minacciava di sommergere, ingrossato che fosse, tutti i vicini villaggi. C#n tutta sollecitudine.pensò il senato a porvi riparo per impedirne le conseguenze, ed a recare conforto alle danneggiale famiglie. Le acque in fine sì pel naturale lor peso, e sì per le fessure dei vicini monfi, si aprirono spontanee il varco per più canali, e liberarono a un tratto gli abitatori dal concepito spavento, il sonalo dal minacciato dispendio. Pochi anni dopo, un incendio suscitato in Bagolino, nel territorio bresciano, a cagione di accese fornaci e di carbonaje, recò tale sterminio in quel villaggio, che ne rimasero consunte tutte le case, e vi perirono intorno a cinquecento persone. Ed anche in questa