175 bel vocino da 'soprano, lo Storti, tenore, ha a sua disposizione più voci; ma tutto ciò, come si vede, non era gran fatto acconcio a far la fortuna dello spartito, e con questa, quella dell’ impresario. Perchè si volle dunque in tal modo levar il fiore della novità ad uno spartito che avrebbe fatto forse alla Fenice l’onore d’ una stagione ? Ma se non piacque 1’ opera, ben piacque il ballo : qui l’impresario era nella sua provincia, ed ha fatto buona eletta di personaggi e buona ed acconcia distribuzione di parti. Quanto a mimica invenzione, la produzione non è questa gran cosa, è una cosa tartara, ma ben ha un ballabile d’ ottimo effetto, ed è degno per decorazione di qualunque primario teatro. Oltre una bella disposizione di gruppi nella prima contraddanza ed al quadro che formano le comparse, v’ è un gentile terzetto della De-masier, dell’ Olivetti e del Grillo, primi ballerini serii. La Demasier è un’ ottima ballerina francese, di molta grazia e molta giustezza ne’ suoi passi, come il Grillo, allievo del Conservatorio di Milano, è un ballerino di molta forza. Nella parte della mimica si distinguono per un certo fare grazioso e gentile la Le-Gros,