316 LE FESTE DI CETTIGNE momento, poco prima che le carrozze si fermas- sero, il cielo si abbuiò, e venne giù una pioggia di- rotta. Ma la cosa era considerata di buon augurio, e la principessa Elena, sulla quale si fissavano tutti gli sguardi, sorrise. L’incidente fece cessare per un momento l’emozione che era sul volto di tutti, per dar luogo a qualche scoppio di ilarità. Anche il Principe di Napoli scherzava e sorrideva, abi- tuato com’ è a rimanere imperturbabile, cosi a ca- vallo come in carrozza, per delle ore sotto l’acqua. Cessata quasi subito la poggia, la folla si ri- versava fitta e compatta dinanzi al palazzo, mentre ministri, funzionari, rappresentanze si recavano a porgere le loro congratulazioni. Poscia il principe Nicola uscì, e, confon- dendosi tra la folla, parlò or con l’uno or con l’altro dando ordini per la festa popolare. S’im- provvisarono dei tavoli sui quali comparvero delle bottiglie di champagne, di liquori e si formarono subito delle brigate alle quali parteciparono tutti, fino al più umile contadino. I brindisi e gli ev- viva s’incrociarono. Il principe Nicola venne portato in trionfo. Più tardi discese dal palazzo e si aggirò in mezzo alla popolazione anche il Principe di Napoli, fatto segno alle manifestazioni più entu- siastiche e più affettuose. Molti gli rivolgevano la parola in italiano ed egli parlava con tutti,