— 68 — civico per ini/.io di quella frode più tardi proseguita sopra le navi imperiali in Pola nostra. Ve ne ricordate, Fiumani ? Quella prima bandiera coraggiosa, allargata dall'aspettazione e dalla passione di dieci mesi, è stasera il nostro cielo, è distesa sul nostro capo, s' inarca al nostro soffio, è gonfia del nostro destino. Nel bianco è scritto « Italia o morte ». V’ è segnato il primo grido, il grido del popolo armato di sola volontà e di sola fedeltà contro le mitragliatrici delle bande croate, che crepitarono giorno e notte nelle vie cittadine. Tutte le baionette di Zagabria non ebbero ragione dello spirito inerme. Tutte le minacce e tutte le violenze barbariche non fecero abbassare lo sguardo d'una delle vostre donne intrepide nb sgomentarono la sfida d'uno dei vostri fanciulli spavaldi. Sul lastrico della piazza e su la soglia delle case la vita era gettata in pegno come sul campo di battaglia. Lo spirito di sacrifizio udiva appressarsi sopra le arque il rombo della Vittoria, e non dubitava, e non s'arrendeva. Vi pareva che la foce del Piave e la foce del Tagliamelito sboccassero nel Quar-naro e lo colorassero. Nella notte del 31 i due vostri messi andarono disperatamente a scoprire il viso della Patria vittoriosa attraverso la nebbia dell'Adriatico, e incontrarono davanti a Pola i due affondatorì temerari, i due estremi eroi marini. Le ore contarono per secoli, in un'agonia penosa e gaudiosa. Tutti trepidarono ma nessuno