166 II Mare lìmi, particolarmente ne* contorni delia Certofa, e Umili, le quali però, dopo il trafpoito della Piave a’ luoghi più lontani, fono anzi maggiormente, e con più notabili progrefiì accrclciute; ma io avrei ben molto volentieri addimandato a que1 tali Proti, che predicevano qi efte ragioni , fe credevano veramente , che i fabbtont , che entmvanc nelle tem. pefte d/i quefì't porti in Laguna, fJfero Jolamente qutilt dilla Piave, ovvero almeno la maggior parte da lei provennero, in modo che fermata per Divina Onnipotenza la Piave fu t monti, fojfero per rima-iter fubito efenti da ricevere pii* fabbioni quefii Porti, e quefti fcanni\ anzi gli avrei interrogati volentieri , fe credevano, che gli fcanni di Jabbiane , che a canto di que fi t fiumi fi generano in mare fulla loro de-fìra, fvjfero compofìt folo di quelle arene, che feco portano i medefimi fiumi nelle loro torbide piene quell anno iftctfo, o pure ve ne fiano di quelle eziandio, che vennero giù di quei monti a* tempi dell' affé dio di Tro/a , anzi in quei fecali, che regnava Giano , e Saturno. A me del certo ha infegnato molto diverfamente l’evidenza del f.;tto ; mentre fono 20. anni dal 1664. in quà, che Tacque della Piave (caricano in mare per Io porto di Santa Margherita, e per relazioni giurate di tutti i pratici Pefcatori , e Marinari di quel paefe fi fa, che non è giunta in mare pure una ftilla d’acqua torbida di qiel fiume ; anzi fempre, e nelle ftefle grandiifime piene è Hata ved ita feorrere dal porto di Santa Margarita, fe non limpidiflìma, certo fenza labbioni ; e n’era la caufa , perchè giunta nel lago allo sbocco dal taglio nuovo in dilìanza di fedi, ci miglia dal porto fuddetto , e trovandoli quivi fui piano fteifo del mare fenz’altra caduta, fuor di quella, che coTingrolTarli fi fa ella me-delìma, e dilatandoli per T ampiezza d’ elfo lago , che ha di giro ben trenta miglia, perde fui bel principio cgni vigor del fuo corfo, e depone ogni fua terreftreità avanti d’effer giunta neppure a mzzo il lago medefimo, e tanto più dopo che vi nacquero da per tutto foltilfimi can-netti, che refiftendo al corfo dell’acque, le sforzano tanto più a depofi-tare il pefo d’ ogni terrena miftura ; onde per lette , e più miglia, pri. ma di sboccare in mare, ncn fi trova veftigio ne’ fondi, o memoria negli uomini, che in quefti ver.t’ anni ella fia veduta deponere, o feco portar fabbioni ; eppure in qui fio tempo fi fono radunati in sì gran quan-