di Vincenzio Viviani. 241 fu verfo Pifa dentro a diritture più proprie, eoa attegnargli una larghezza molto minor di quella, ch’egli s’è prelò, riducendolo a parte a parte a braccia 120., o al più 130. per mezzo di lavori da farli fe non come fponde andanti da ambe le parti, almeno feparati, purché l’uno difenda l’altro a fe inferiore, e quelli o fieno ali, o fproni di (leccate ripiene con fafeine, che facciano Icarpa verfo la corrente, c caricate con fallò, o fieno puntoncelli in forma d’ argine da fabbricar-fi con fallò mefcolato ( in particolar ne’ fondi maggiori, e di fuolo men {labile ) con prunami, o con feopa, o con altro legname fotti-le, e per quanto polfono rellar fuor dell’ acqua con leginme verde, che polla g rmogiiare, e far macchia: o pur fieni il forma di mezzo monte da fìtuarfi a ripa ne’minor fondi, e più ftabili ; purché tutti quelli, o altri sì fatti lavori fien polli fotto’l calor de’primi più furti, i quali fieno applicati a capi delle rofe , e dove la corrente non abbi t ancor prefo vigore nella caduta, e che non fieno efpofli a venire feparati dalle ripe, e lafciati in ifola} e tutti debbon farfi, e dif-penfarfi nè luoghi, che l’inferior lavoro abbia qualche ficura difefa al di fopra, e non piantati foli nel bel mezzo delle rofe più proflime agli argini, dove la corrente fa manco forza, ed obbliga a fpendervi perpetuamente per foilenerli in piedi. Convien ancora, che quelli fieno fabbricati più baffi, con maggiori fcarpe, di formi meno acuta, di giro più ampio negli angoli, che fmno con la ripa, e meglio rincalzati di quelli, che ne’ pattati giorni ho veduto metti in opera qui in Arno fopra, e fotto Pifa : e foprattutto che fiano collocati in liti più opportuni de’ lopraddetti, acciocché fi rendano (labili, e difendano, oltre agli argini potenti, le ripe ancora, le quali debbono fcar-parfi poi con maggior pendenza di quella de’ predetti mezzi monti , o puntoni, e foderarfi per ultimo, e inficiarli con fatto per quanto eli’alzano; come tutto fin qui con altri fitnili avvertimenti ho in altri tempi fpiegato in fcritto, e ultimamente in vo:e , e fui fatto ftef-fo al predetto Ingegnere Capitan Santini, al quale , ficcome ad ogni altro, fi potton conferir le regole univerfali di far quelli, e fimigiianti ripari, ma non già l'avvedutezza nell’eleggere le forme , le mifure, la qualità, i modi, ed i luoghi proporzionati di fabbricarli, e dif-Tom. I. Q porli,