44^ Lettere giuftizia, lo vedrete in appretto. Avendo io dunque referitto al Signor Leibnizio, non ha guari, tutto ciò, che mi parea fervire a confermare la mia opinione fulla Milura dell’Acque correnti, permettetemi, ch’io di nuovo vi feriva fu ciò, che appartiene al moto de’ fluidi ne’ fifoni, pregandovi a trafmettere una copia di quefta Lettera al Signor Papino per mezzo d’alcuno de’ fuoi Concittadini, che vengono cotta a trovarvi, e a confultarvi in folla, come fe forte 1’ Oracolo Delfico. Ditti nelle Lettere Idrortatiche alla pag.432., che né’ fifoni di braccia difuguali l'acqua correrà per lo piìt lungo colla fleffa velocità y che efeirebbe da un vafo, che tenefe 1' acqua tanto alta, quanta è- la differenza de' cannelli, purché il più lungo non fi a maggiore di 33. piedi ,* tav. *; c dimoftrai vera tale propofizione da quefto, che nel fifone A B C D, il cui braccio più lungo fia B D, fe quefto intendati rivoltato in D E, ficcome l’altro B A in A F, in guifa che A F, D E fieno due tubi di tale altezza, che polla compenlare la prettione dell’ aere, che fi pre-fenta agli orifizj A , D, vi farà nel fifone allungato F A B D E quel moto fletto, che era, o faria nel fifone A B D. Poiché ellendofi all’ azione, e refiftenza dell’aere foftituite eguali azioni, e refiftenze de’ tu-bi F A, D E, ed ufeendo dal tubo F A B D E, o fia da E l’acqua colla velocità dovuta alla difeefa F G eguale ad A H, o fia alla differenza de’ bracci del fifone, converrà dire, che la velocità in D farà quella fletta, che avria l'acqua, che efee da un vaiò, la cui altezza fot fe eguale alla differenza d He braccia del fifone. Qui il Signor Papino attolutamente tiiega, che l’acqua fia per efei-re dall’orifizio E colla velocità corrifpondente alla difeefa F Gr febbene ella fia bene equilibrata in G A B C D E, p:r ettere all’ ìfteflò livello G E, e il preponderar di F G debba cagionar movimento; non perciò, dice egli, ne fegue, che la velocità in E debba feguire la regola della maggiore altezza F G. “ Imperciocché, quantunque in una bilancia, „ le cui bacinelle fi caricaffero di pefi dileguali, ex. gr., due libbre in „ una » Vd una fola nell’altra, la fola libbra, che coftituifce la differen-,, za de’ prfi, cagionatte il movimento, fenza che fi conferverebbero „ l’altre in equilibrio; non perciò ne verrebbe, che tal movimento fotte „ per ettere d’eguale velocità a quella, che acquifterebbe il pefo d'una „ libbra, ■ - -*