i86 Discorso E per quel che attiene a quella parte di canale, che interfeca Firenze , anche le fue fponde, e le più moderne, fi riconofcono rialzate, forfè in occafione di riftaurare, o di rifar le banchine de’ parapetti, come feguì due anni fono in que’ fiti più baffi, dove prima s’era oll'crva-to, che le maifime piene fiavano a tocca, e non tocca di traboccarle. L’alzamento di quello fondo mi lovvien or d’averlo offervato l’anno 1664. nel far riftaurare un voto dentro la prima pila, e lotto l’impo-ftatura lìniftra del prim’arco di quefto Ponte ammirabile di S. Trinità verfo la Chiefa, dove, nel far cavare colle cucchiaie, m’incontrai a vedere un certo laftrico d’antico Batolo quafi due braccia più balio di quello ordinatovi dal famofo Ammannati, che dopo la rovina del vecchio Ponte , feguita nell’1557., fu l’Architetto di quefto così venufto: ed un altro lìmil laftrico di platea vecchia riconobbi l’anno 166S. efler due braccia più fotto alla platea più moderna, in occafion di far rifar quella, e di rifondare anche la pila fotto l’impoftatura delira del fecondo arco del ponte alla Carraja verfo la Porticciuola. Due altre indubitate riprove, che quefto Ietto fi rialzi, le de-duiìi io nel far efeguire dentro gli anni 1677., e *¿78. la Fabbrica da me propella all’ A. V., e benignamente approvatami di quell’ imbada-mento, che or fa Piazza, e Verone d’avanti alla facciata della Reai Galleria di V. A. rifpondente fopr’ Arno, la qual facciata fi follevava dal fondo, quafi che a piombo fu pali di Cerro marcitili, ed edendo in gran parte fcalzata, flava efpofta a rovina. La prima fu, che nel far preparare il nuovo fondamento fu groifi pali di caftagno vi fi trovò una banchina, o rifega antica fepolta fotto ’1 piano d’Arno quafi tre braccia, e molto più baila delle rifeghe delle iponde prefenti, che fi veggono feoperte. La feconda, che convenendomi, per quanto è larga tal nuova piazza, far avanzar vers’Arno le finetlre vecchie del fotterraneo della Loggia, che è in teda all’altre due degli Uffizj y prefi motivo di farle murare un braccio e mezzo più alte fu l’aderto comune di chi allora vi praticava, eh; l’efpenenzi aveiT; fatto vedere in molti degli ultimi anni, che ogni gran piena, contro al folito degli anni innanzi, entrando per elle, neceilìtava a condor fuori di quelle Halle i Cavalli del conni n