— 33 — recato il conforto della sua ferma e risoluta assistenza. Il giorno precedente la venuta di Mussolini Fiume aveva avuto il suo primo lutto, il suo primo olocausto. Due aviatori, Aldo Bini e Giovanni Zeppegno, erano precipitati dal velivolo in fiamme. Benito Mussolini volle visitare le salme. Io lo accompagnavo. Nella stanza mortuaria esso giacevano straziate, irriconoscibili, arse. Egli le contemplò in silenzio, non disse una parola, rimase a guardarle assorto, in un raccoglimento profondo. Forse fino da quel momento, in quel silenzio, Dio lo elesse a vendicatore dei morti. A un tratto Egli rivolse verso di me il suo occhio umido, ma sicuro. E nel guardarlo io sentii che gli avrei un giorno consacrato la vita per la causa della Patria, così come la oflrivo continua-mente e devotamente, attimo per attimo, al Liberatore di Fiume. Durante tutto il giorno della Santa Entrata, e fino a notte alta continuò l'affluire, incessante, senza tregua, delle truppe liberatrici. Ecco i mirabili arditi, le leggendarie fiamme nera dell’VIII Reparto d'assalto, al completo, alcune compagnie del 22° Reparto, il primo battaglione del 202° Fanteria (Brigata Sesia) al completo. Ecco i baldi ciclisti dell* 8° Reggimento Bersaglieri ansanti ma sorridenti nelle loro belle uniformi impolverate ; ecco un Battaglione del 73° Beggi-mento Fanteria (Brigata Lombardia) e poi l'arti- »,