Uì è da notare, che il fiume medefimo può avere varie, e diver- fe altezze, e in diverfe part' del fuo alveo, per le varie velocità dell’acqua, e lue mifure, come fi è dimoftrato nel primo Libro. I. C*I fuppone, che i fiumi eguali di larghezza, ed altezza viva, che ^ abbiano la medefima inclinazione di letto, -debbano ancora avere eguali velocità; levati però gl’impedimenti accidentali, fparfi per il cor-fo dell’acqua, e afiraendo ancora dai venti etterni, i quali portòno velocitare, e ritardare il corfo dell’acqua del fiume. II. Supponiamo ancora, che fe faranno due fiumi di letti eguali di larghezza, e della medefima inclinazione , ma d’altezze vive difeguali, debbano muoverli con limili velocità, conforme al fenfo efplicato nella feconda definizione. III. Perchè frequentemente occorrerà mifurare efattamente il tempo ne’ Problemi feguenti, noi fupponiamo per eiquifito modo di mifurare il tempo, quello, che mi fu inoltrato molt’.anni fono dal Sig. Galileo Galilei , il quale è come fegue. Debbefi prendere un filo lungo tre piedi Romani, a capo del quale fia appeià una palla di piombo di due, o tre once in circa, e tenendola fopra l’altro efiremo, fi rimuova il piombino dal fuo perpendicolo un palmo, o più, o meno, e fi laici andar libero, che farà molte andate, e ritornate, pattando, e ripattando il perpendicolo, avanti che in etto fi fermi. Ora occorrendo mifurare il tempo, che fi confuma in qualunque operazione, fi debbono mifurare quelle vibrazioni, che fi fanno, mentre dura 1’ opera, e faranno tanti minuti fecondi d’ora, quando però il filo fia lungo tre piedi Romani; ma ne’ fili più corti le vibrazioni fono più frequenti, e ne’ fili più lunghi fono meno frequenti; e tutto quello fegue fempre o fia il piombo rimoflb dal fuo perpendicolo molto , o poco , o fia maggiore, o minore il pefo del piombo. Prcfuppofte quelle cofe, pattiamo ad alcuni Problemi faciliilimi, dai quali verremo alle cognizioni, e queftioni più fottili, e curiofe, SUPPOSIZIONE. che