i88 Discorso oggi fi fcende. L’ ifteffo vien confermato da’ laftrichi fepolti, de’ qua- li parla Gio: Villani, e Don Vincenzio Borghini, e dagli altri, che fi van ritrovando di tempo in tempo dentro la Città in occafioni di varj fcavamenti, come ( allegando folo alcuni degli ultimi, che mi fon noti ) avvenne 1’ anno 1667. in Via, detta il Garbo, dietro alla Chiefa di S. Romolo, fcavandofi a piè del Palagio, che fu già di Meifer Ghe-rardino di Ulivieri de’Cerchi, il quinto degli otto avventurati Fratelli della Beata Umiliana , dove alle braccia nove e mezzo fotto quello, che ora fi calpefta, fu fcoperto un groififiimo laftrico, e di più una gran fogna murata fotto di eifo, ma però inutile affatto, e difmerta ; e circa a tre anni dopo, vicino alla Loggia de’ Gherardini , rifondandoli 1’ antichiffima Cafa di S. Zanobi, che rimafe reftaurata nel 1671., fe ne incontrò pur un altro alle fette braccia , e tre altre braccia più fotto anche’1 terzo. Un altro parimente, ventidue anni fono, profondo due braccia , nello fcavare fuor di quefto Tempio di S. Giovanni , davanti alla porta del fianco riguardante la Canonica. E per ultimo, tracciandone cent’altri, uno trovato in queft’anno alle cinque braccia nel fortificare i fondamenti alla Chiefa di S. Benedetto predo al Duomo, la qual ora fi va riducendo a Guardaroba, ed Archivio per la nuova Opera di quefta infigne Cattedrale, in luogo della vecchia già dertinata dalla pia, e magnanima beneficenza dell’ A. V. per la futura f.tbbrica del nuovo Seminario. Quefte diverfità d’altezze di laftrichi fotterrati fon contraftVgni e-videnti, che la Città fia fiata rialzata più volte ; ma , a parer mio , non fempre in occafione delle rovine, ed incendi feguiti, come alcuni han tenuto, ma talvolta per non vi poter più foffrire i frequenti trabocchi delle piene, edilor ringorghi per fogne delle corti, ftrade, ed orti, le quali, per caufa della ripienezza d’Arno, non vi avevano più caduta, e dando indietro, empievano le cantine, e tenevano umidi i piani terreni. Qui non oftante sì numerofe riprove mi fi replica da chi nega, che naturalmente il letto d’Arno fi riempia, che quefto diforbitante alzamento dentro la Città è proceduto dall’ alzamento della P-fcaja della Vagaloggia, ed è andato di pari con quello, e che fe quefta fo(Te ftata