©t Vincenzio Viviani. iS<> fiata icmpre fi:Ta, anche ’1 fondo del fiume farebbeiì confervato alla medefima battezza, fòggiugnendomi, che per natura, fra una pefcaja » e 1’ altra, 1* acqua corrente s’accomoda il letto con un fol pendìo di-ftefo iti retta linea, e tale Tempre fe lo conferva col condurre al ma* re tutto quello, eh’è fopra tal corda. Or io, che non voglio contendere, gli concedo per ora, ed ammetto ciò, ch’ei mi adduce; ma tutto queflo fuo detto prova appunto 1’ intento mio. Imperciocché ponghiamo, che la predetta pefcaja foffe una volta più bada d’oggi, per cfemplo, quelle otto braccia, per quanto il prefente lailrico di lungo Arno torna fuperiore al pavimento delle camere terrene antiche divenute cantine * ora s’ella ferviva in que’ tempi per le mulina, convien pure, che anche allora ella foffe circa tre braccia fuperiore al letto d’ Arno per di fotto, affinchè l’acqua aveffe caduta valevole a dar moto alle ruote ; ma io mi contento di due ; ficchè dieci braccia almeno dovrebbe effer oggi la fommità di detta pefcaja fuperiore al piano del letto d’Arno quivi a piè di effa; ma ella non ne è fuperiore più che tre, anzi in oggi affai meno; adunque le fette braccia, che mancano, mancano dalla parte di fotto; e però quivi il letto s’è alzato di più dentro a qurfto tempo le inedefime braccia fette: ma per detto dell* oppofitore, da pefcaja a pefcaja il letto d’ Arno fta diftefo con una fola pendenza in linea retta ( il che poi veramente non fegue nè in quello, nè in fimil altro torrente, che porti, e lafci materia, ferpeggi, urti, e corroda, ec. ) adunque dal piè di quefta pefcaja della Vagaloggia. fin alla fommità, per efemplo, di quella del Callone, dove è la Dogana ( fuppofìo che quella non fia fiata mai rialzata ) fi farà creato un ripieno del letto d’ Arno in forma di prifma, o volgarmente parlando, di bietta, graffa da capo fette braccia, e da piè fmuffata, e ridot. ta a nulla. Adunque Arno in quefto tratto s’ è rialzato ragguaglia-tamente per la metà delle braccia fette, cioè tre braccia, e mezzo; il che è contro al parer di chi non ammette in alcun luogo d’ Arno il riempimento. Se dunque a non alzar punto la pefcaja del Callone, il letto fra eflà, e quefta della Vagaloggia fi è così notabilmente iòlle-vato, non vi è ragione, per la quale un proporzionato alzamento ancora, in forma di prifma , o di bietta, non debba effer feguito fra